Stamina, inaccettabile scaricare le responsabilità su Brescia

staminaRespingiamo al mittente l’iniziativa di Maroni su Stamina. Chiediamo inoltre con forza che venga avviata l’indagine conoscitiva da parte della commissione sanità del Consiglio regionale, come proposto dall’opposizione oltre dieci giorni fa.
È inaccettabile il tentativo del presidente Maroni di derubricare la vergognosa vicenda Stamina a una responsabilità del presidio ospedaliero di Brescia. È impensabile che la Giunta regionale possa garantire la necessaria terzietà nella valutazione di una vicenda che la vede pesantemente coinvolta. Da tempo, prima con l’assessore Bresciani e poi con il vicepresidente Mantovani, chiediamo chiarimenti in merito senza avere alcuna risposta, quando risulta evidente un diretto ruolo svolto da funzionari e amministratori di Regione Lombardia. Chiediamo quindi con fermezza che nella seduta di mercoledì della commissione sanità vengano calendarizzate le convocazioni di seduta per svolgere un’indagine conoscitiva su tutta la vicenda Stamina.
Occorre che si raccolga materiale e si chiamino in audizione le persone interessate. Tra queste, noi riteniamo necessario sentire, oltre al personale medico degli Spedali Civili, anche i vertici dell’assessorato, i “saggi” nominati da Maroni per la sanità lombarda, a partire dai professori Veronesi e Remuzzi, i responsabili dei tre laboratori lombardi certificati a livello internazionale per la manipolazione delle cellule staminali, nonché il vicepresidente di Fondazione Stamina Marino Andolina, autore di dichiarazioni inquietanti rispetto al coinvolgimento di Regione Lombardia. Chiediamo inoltre che si attivi una forte sinergia con le commissioni sanità di Camera e Senato che devono più che mai svolgere il proprio ruolo di garanzia in favore dei malati, delle famiglie, degli operatori sanitari e dei cittadini.
Stamina è una vicenda nata sulla NON chiarezza, che si è sviluppata più per sensazionalismi mediatici che per rigore scientifico e che ha ora bisogno di momenti di assunzione di responsabilità e di individuazione della verità. Non siamo disponibili ad avallare il tentativo in atto di risolvere il caso come una semplice “questione bresciana”. Basta con le omissioni, i silenzi, le posizioni contraddittorie e le inaccettabili speculazioni politiche.

Gian Antonio Girelli, consigliere regionale Pd 




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