Prostituzione: la Lega vuole portare il Paese indietro di 60 anni

Ci risiamo. La Lega, questa volta in buona compagnia, torna a fare populismo su temi che meriterebbero maggiore responsabilità. Prima di parlare di abolizione a mezzo referendum della legge Merlin dovremmo rendere efficaci le normative attuali in materia di sfruttamento della prostituzione e di protezione delle vittime della tratta. Esistono strumenti, ma non risorse adeguate per applicarli. Dire che si proteggono le ragazze vittime di tratta togliendo la prostituzione dalle strade è affermazione ad effetto, ma dalla dubbia efficacia pratica. Siamo proprio sicuri che lontana dagli occhi dei cittadini la tratta scompaia quasi magicamente? E poi, con le facili battute sul mestiere più vecchio del mondo e sulla libertà di vendere il proprio corpo, siamo proprio certi di difendere la dignità della persona e delle donne in primis? A forza di populismi e di tentativi di assecondare la retorica securitaria si rischia di riportare indietro il nostro Paese di oltre 60 anni.
Colpisce anche la scelta di tentare di ottenere il referendum tramite la richiesta di almeno cinque consigli regionali. Evidentemente una raccolta di firme da proporre ai cittadini è troppo rischiosa e impegnativa, la Lega si rifugia nei presidi istituzionali che ancora possiede e che spera di poter utilizzare per promuovere le proprie iniziative di propaganda.

Fabio Pizzul, consigliere regionale Pd 




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