Aler in profondo rosso

alerDopo l’allarme lanciato giorni fa da Onorio Rosati sul bilancio in profondo rosso dell’Aler Milano, il Consiglio regionale ha approvato un emendamento al bilancio per stanziare 3,8 milioni di euro per avviare l’iter di ‘patronage’ che consentirà di attivare ulteriori fondi, fino a 50 milioni di euro, per pagare le fatture scadute o in scadenza dell’Aler di Milano. Emendamento votato anche dal Pd, pur se ritenuto del tutto insufficiente.
«Fino a quando andremo avanti solo con i prestiti? – domanda Onorio Rosati -. Ancora una volta la maggioranza ha scelto di mettere una toppa temporanea piuttosto che approvare interventi strutturali in grado di far fronte al pesante deficit di Aler Milano. Avevamo chiesto a Maroni di venire in Aula per relazionare sui dati della “due diligence”, ma la Giunta ha scelto volutamente di posticipare il piano di risanamento dopo la discussione del bilancio. Una decisione grave alla luce delle indiscrezioni preoccupanti che parlano di una situazione economica e finanziaria di Aler Milano deficitaria».
Per Maroni l’emendamento al bilancio approvato in Aula «è una misura straordinaria visto che la Regione non ha più intenzione di fare da tappabuchi per pagare le inefficienze altrui», chiaro riferimento alla Giunta comunale di Milano. Dichiarazioni che hanno scatenato un vespaio di polemiche, ovviamente. «Ecco che è iniziata la politica dello scaricabarile – accusa Rosati – Se ci sono responsabilità politiche – e su questo non vi sono dubbi – vanno integralmente ed esclusivamente ascritte a coloro che in questi anni hanno deciso per l’Azienda nomi e nomine oltre che le relative politiche e quindi al centrodestra».
«Maroni – rilancia il consigliere – venga in Consiglio regionale già nel mese di gennaio per dare attenta informazione e rendicontazione dei dati della due diligence e chiarire in che tempi e con quali modalità si intende risanare l’azienda. Tre sono le priorità: decidere il piano di salvataggio di Aler; individuare uno strumento di finanziamento strutturale per rilanciare l’edilizia residenziale pubblica e riformare la Legge regionale 27. Questo si aspettano i cittadini che risiedono in Lombardia, non decidere chi deve rimanere con il cerino acceso in mano».

(Articolo tratto dalla newletter del Gruppo PD)




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