Il buco di Aler Milano è di circa 400 milioni

alerIl presidente Maroni, così come fece a ottobre quando interruppe i lavori del Consiglio per comunicare degli 80 milioni di euro di debito di Aler Milano, venga a riferire in Aula gli esiti della due diligence. L’ammontare del buco in bilancio, secondo quanto ci risulta, si attesta tra i 350 e i 400 milioni di euro. Una situazione fallimentare della quale ancora oggi non si conosce nello specifico il quadro finanziario completo e, soprattutto, non si vede profilarsi un preciso piano di risanamento.
La Regione si era presa l’impegno di riferire in Aula entro fine anno ma ancora tutto tace. Questa tempistica non era casuale: il 31 dicembre scade il mandato di tutti commissari, dei direttori generali e dei direttori apicali di Aler; in settimana la Giunta ha già deliberato per individuare con bando i nuovi presidenti che andranno ad amministrare le 5 nuove Aler in una situazione di precarietà che avrà ricadute negative sui comuni, sui cittadini e sulle aziende. Vorremmo ricordare che da gennaio verranno bloccati tutti i contratti di quartiere in essere: non verranno perciò aperti nuovi cantieri per costruire alloggi residenziali pubblici e quelli già iniziati rimarranno incompleti per mancanza di liquidità. Con la legge regionale 27 l’Aler di Milano aveva concordato con gli inquilini della fascia più debole la riduzione del canone di affitto del 30%, parliamo di un bacino d’utenza di 54 mila famiglie. Questo accordo in scadenza a fine anno non verrà rinnovato dall’azienda e comporterà un aumento lineare degli affitti.
Altro capitolo riguarda i fornitori che vantano un credito nel confronto di Aler di ben 80 milioni di euro. I 30 milioni prestati da Finlombarda ad Aler Milano non serviranno a coprire nemmeno la metà del fabbisogno. Nel frattempo però i comitati delle autogestioni stanno ricevendo le lettere di ingiunzione di pagamento dal Tribunale. In questa situazione drammatica in cui versa Aler, tra disavanzi e debiti con le banche, la Giunta ha messo in campo solo misure tampone quali ad esempio un ulteriore prestito all’azienda. Noi invece riteniamo siano necessari interventi di carattere strutturale di cui non troviamo traccia nel bilancio regionale. In Aula noi presenteremo due emendamenti che hanno obiettivi precisi. Il primo mira a sostenere maggiormente l’offerta di nuovi alloggi e propone un aumento del fondo per le politiche abitative di 50 milioni, con il secondo si chiede di incrementare di 5 milioni il fondo per il sostegno degli affitti da destinare ai morosi involontari.
Il vero nodo che ancora la Regione stenta ad affrontare riguarda le risorse. Rispetto al passato, quando si poteva fare affidamento sui fondi Gescal o sulle risorse extra ormai esaurite, la Giunta non ha ancora trovato finanziamenti alternativi. L’assessore Garavaglia, in Consiglio, aveva fatto cenno a strumenti extrabilancio dei quali però ancora non si conoscono i dettagli.

Onorio Rosati, consigliere regionale PD




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