Nomine sanità in Regione: nessuna condivisione, né di metodo, né di merito

sanitàUn progetto di legge  nato da un accordo dell’ultima ora nella maggioranza, non condivisibile né nel metodo, nè nel merito. Non abbiamo partecipato al voto perché  la discussione è stata confusa, ai limiti del rispetto delle regole.  L’accordo sul  testo approvato, che non è peraltro detto sia quello definitivo,  è stato trovato all’ultimo minuto  solo  per salvare un equilibrio fragilissimo nella maggioranza, che si accinge a spartirsi  le poltrone della sanità lombarda.  Entro fine anno, infatti, dovranno essere  rinnovati  parte dei  vertici  di Asl e aziende ospedaliere.
L’iter seguito dal progetto di legge  evidenzia la confusione politica della maggioranza.  Dopo oltre un mese dall’inizio della discussione del progetto di legge elaborato dalla giunta Maroni per recepire i criteri del decreto  Balduzzi, la settimana scorsa, è stato presentato in Commissione sanità un testo alternativo, a firma del relatore Angelo Capelli, del Nuovo Centrodestra,   che  tecnicamente è un emendamento sostitutivo del testo dell’assessorato di  Mantovani (FI). Oggi il testo nuovamente  modificato è stato approvato. Un iter inaccettabile nel metodo  e nel merito.
Il progetto di legge lascia alla Giunta la scelta dei vertici della sanità lombarda, riducendo  il potere della commissione di valutazione indipendente, prevista dalla normativa nazionale. Una posizione diversa e lontana dalla nostra. La nostra proposta, che ripresenteremo in Consiglio la prossima settimana, prevede l’istituzione di una commissione indipendente, altamente qualificata, che valuti, esclusivamente il merito e i titoli dei  direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere da nominare e proponga alla giunta una rosa di nomi doppia rispetto a quelli da nominare. La proposta prevede, inoltre, di lasciare ai direttori generali la prerogativa di scegliere il direttore sanitario e amministrativo tramite avviso pubblico, sulla base della loro professionalità. In questo modo si sottraggono completamente alla discrezionalità della politica  nomine determinanti per la salute e la sicurezza dei cittadini. Cosa che però evidentemente non rientra nei progetti della maggioranza.

Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio regionale




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