Primo passo verso la tutela del Made in Italy

Made-In-ItalyL’approvazione della mozione per la tutela dei prodotti agroalimentari Made in Italy, in particolare quelli di provenienza suinicola, è un primo passo verso la tutela del Made in Italy lungo tutta la filiera.
Come è ormai noto, sempre più spesso e con percentuali sempre più alte, le carni suine per la lavorazione di prodotti che poi porteranno il marchio del Made in Italy e il nome degli alimenti più prestigiosi, sono importate dall’estero senza che il consumatore sia al corrente della provenienza della materia prima. Spesso da una filiera che non ha i criteri e le caratteristiche di quella italiana, né in termini di qualità, né in termini di professionalità. La Coldiretti lombarda ha chiesto espressamente al Consiglio regionale della Lombardia di intervenire e proprio mercoledì, giorno in cui l’organizzazione degli agricoltori, occupa per protesta il Brennero, l’Aula ha approvato all’unanimità il testo che chiede un intervento presso il Ministero delle Politiche agricole e di attuare tutti quei provvedimenti utili a tutelare marchi, prodotti, materie prime ed etichettatura solo ed esclusivamente italiani.
Non solo, abbiamo chiesto di inserire due emendamenti molto dettagliati. In sede di Comunità europea è in discussione in questi giorni la questione dell’etichettatura delle carni suine fresche, oltre a quelle anche avicole e caprine. Questa vicenda è molto importante soprattutto per la tutela del consumatore. Le associazioni e gli esperti del settore chiedono che, come per le carni bovine e il pesce, siano indicate nell’etichettatura la cronologia “nato-allevato-macellato e sezionato” per poter ben distinguere le fasi di vita dell’animale che ha poi prodotto l’alimento che il consumatore va ad acquistare. Sembra invece che ci si voglia fermare alle sole diciture ‘allevato-macellato’ e con questa indicazione sembra si voglia far bastare il fatto che, ad esempio, un’esemplare nato in Danimarca dopo due soli mesi di residenza nel nostro Paese sia da considerare allevato in Italia.
Nella mozione il Pd ha chiesto, perciò, che si preveda negli impegni della Giunta l’obbligatorietà dell’etichettura con la cronologia sopra indicata o in subordine l’indicazione dello Stato in cui si è svolto l’ultimo periodo di allevamento che deve essere di almeno 6  mesi e non due prima di certificarne l’origine italiana.

Marco Carra, consigliere regionale PD




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