Arriva la riforma Aler, ma non scomodiamo la storia

Segnaliamo l’editoriale dell’ultimo numero della newsletter del Gruppo PD

aler-vialeromagnaLa tanto annunciata e attesa riforma dell’Aler è giunta in porto. Bene, penserete voi, questo significa che da domani le politiche per la casa in Lombardia cambieranno segno e si potrà uscire dalle secche di questi anni, accompagnate da pomposi annunci di piani casa che hanno solo tentato di mitigare la crisi dell’edilizia, ma non si sono minimamente preoccupati di inquilini e disagio abitativo?
In bocca a lupo o, in barba alla scaramanzia, buona fortuna.
Quello che porta con sé la riforma dell’Aler, più volte in aula definita storica con un coraggio davvero da leoni, è un taglio dei consigli di amministrazione e dei ruoli dirigenziali e una riduzione delle agenzie territoriali che passano da 13 a 5 sull’intero territorio lombardo. Una semplificazione interessante, che però lascia tali e quali i meccanismi che hanno portato allo stallo della gestione del patrimonio dell’edilizia pubblica in Lombardia. A onore del vero, il problema dei problemi è Milano, la cui struttura organizzativa deve gestire oltre 90mila alloggi (la metà del totale regionale) e fare fronte a un buco monstrum che si avvicina e potrebbe anche superare i 100 milioni di euro. Per dare una piccola idea della situazione milanese, basti ricordare che la Regione è stata costretta a erogare un prestito di 30 milioni di € (rimborsabili in vent’anni a tasso zero – se mai rientreranno) per garantire la continuità aziendale e il pagamento dei fornitori, leggasi anche gasolio per le caldaie…
Ma torniamo al provvedimento approvato in aula. Come Pd e Patto Civico Ambrosoli abbiamo scelto di partecipare all’accidentato percorso che ha portato alla riforma (con ben quattro proposte della maggioranza e vari “stop & go” del gruppo di lavoro) per renderla il più potabile possibile. L’accoglimento di alcune nostre istanze, dall’inserimento effettivo dei sindaci nei comitati territoriali alla salvaguardia del personale esistente, dalla presenza di sindacati e rappresentanti degli inquilini negli osservatori alla garanzia di un rappresentante delle minoranze nel collegio dei revisori, ci ha portato ad esprimere un voto favorevole in aula. Qualcuno ha gridato all’inciucio e alle grandi intese, noi preferiamo parlare di necessaria vigilanza e di accompagnamento di un processo che deve portare alla vera riforma delle Aler con, ed è quello che abbiamo chiesto con forza, nuove e ingenti risorse per le politiche della casa in Lombardia.
Legittimo festeggiare il taglio di 140 “poltrone” dei consigli di amministrazione per un risparmio di circa 2,5 milioni di € all’anno, ma chi ci garantisce che presidenti e amministratori unici facciano meglio dei vecchi Cda? Se l’unica soluzione fosse quella dei tagli e la politica sulla casa rimanesse tale e quale, saremmo punto e a capo.
Il vice-presidente Mantovani ha superato indenne la nostra mozione di censura dopo le sue inaccettabili dichiarazioni che hanno accostato la persecuzione degli Ebrei a quella di Berlusconi, anzi, ha rilanciato con un’ultima manifestazione di fedeltà e affetto al leader ormai decaduto. Non poteva andare altrimenti, ma continuiamo a rimanere molto perplessi riguardo il rispetto e l’utilizzo dei ruoli istituzionali.
In settimana è continuata anche la discussione del bilancio di previsione nelle commissioni. Molto interessante un pronunciamento della Commissione sanità che, approvando una proposta del Pd, ha ribadito la necessità di operare riduzioni sui ticket utilizzando i risparmi derivanti, tra l’altro, dall’applicazione dei costi standard. Ora Maroni non ha più alibi: attendiamo risposte concrete.
Potrebbe essere un buon inizio per dare un segnale tangibile del fatto che il presidente intenda finalmente pensare ai problemi dei lombardi e non si limiti ad esercitare il proprio ruolo saltellando tra possibili stadi e inni mogoliani.




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