La maggioranza Pdl-Lega si frantuma sulla fusione di Bigarello e San Giorgio

aulaIl referendum per la fusione di Bigarello e San Giorgio si terrà, nonostante la contrarietà della Lega e dei cugini della lista Maroni che anche oggi hanno ribadito la loro posizione abbandonando l’aula e non partecipando al voto. Unica ma significativa eccezione, il capogruppo della lista Maroni, Stefano Bruno Galli, che non solo non ha abbandonato il banco, ma ha anche votato a favore. In discussione era il progetto di legge di indizione del referendum presentato dal Pd e firmato da tutta l’opposizione.
La fusione dei due comuni era stata rinviata sine die dalla giunta regionale, unico caso tra tutti quelli in discussione, e due settimane fa il Consiglio aveva deciso di rinviare ad oggi la decisione proprio per dare a Palazzo Lombardia il tempo per deliberare. Nonostante ciò, la giunta ha lasciato scadere il termine dei 90 giorni di legge senza dare una risposta, e dunque il Consiglio si è ritrovato a deliberare sull’unico testo in discussione, quello presentato dal Pd, sui sono arrivati i voti di PD, Patto Civico Ambrosoli, M5S, una parte del PDL e dal capogruppo della Lista Maroni.
I cittadini di Bigarello e San Giorgio potranno votare per dire sì o no alla fusione, nonostante il muro elevato dalla giunta regionale e dalla Lega, e questo è un buon risultato. È ormai chiaro che non esistono ragioni valide per negare il referendum ma non sappiamo ancora quali siano le motivazioni per le quali il Carroccio si è schierato apertamente contro, arrivando addirittura a far fibrillare la maggioranza.

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