Il tragico silenzio di Lampedusa

Vi segnaliamo l’editoriale dell’ultima newsletter del Gruppo PD

lampedusaIl dolore, la rabbia, la vergogna. La strage di Lampedusa ruba spazio ad ogni altra considerazione e ci fa piombare nel silenzio. Un silenzio di morte per chi cercava di scappare da una vita senza speranza. Un silenzio di impotenza per chi non ha strumenti con cui arginare quello che ormai pare, almeno simbolicamente, l’esodo di un continente. Un silenzio di dolore per gli abitanti dell’estremo lembo dell’Italia che conoscono l’ennesima terribile tragedia e riescono comunque a mantenere viva la pietà e la solidarietà. Un silenzio dell’Europa che speriamo faccia ora calare il velo dell’ipocrisia e si ponga davvero al fianco del nostro Paese per evitare che il Mediterraneo continui ad essere un grande sepolcro di anonimi disperati.
Ci auguriamo che le centinaia di morti di Lampedusa non diano il via a sterili polemiche su immigrazione e sicurezza, ma portino finalmente alla consapevolezza che è necessario agire per evitare che si ripetano tragedie come questa. Ne va della civiltà dell’intera Europa e della possibilità di continuare a essere la culla dei diritti e del diritto. Non possiamo più far finta che il Mediterraneo abbia solo la sponda nord e di illuderci che basti voltare lo sguardo dall’altra parte per scaricarci di dosso la responsabilità di porre un argine a quello che accade a poche ore di navigazione dalle nostre coste. Bene fanno il Presidente della Repubblica e il Governo a invocare con forza una risposta dell’Europa: è grazie alla capacità di reagire e di dare una risposta alle tragedie che si può recuperare il senso di un cammino comune che vada al di là delle fredde regole di bilancio.
La strage di Lampedusa fa passare inevitabilmente in secondo piano il rilancio del governo Letta con la bruciante sconfitta di un Berlusconi che ora, senza curarsi troppo di coerenza e rigore personale, tenta di far finta di nulla e di ricucire un partito che potrebbe diventare meno personale, ma che per il momento rimane un’ombra sbiadita e lacerata della patinata e mediatica Forza Italia di un tempo.
Enrico Letta incassa la fiducia e dimostra come la serietà, il rigore e il rispetto per le istituzioni paghino e consentano di superare anche difficili tornanti politici. Si tratta ora di spingere sull’acceleratore delle riforme e dello sviluppo per tentare, dopo aver disinnescato la crisi politica, di lasciarsi alle spalle anche quella economica. Il Pd ha dimostrato compattezza e affidabilità, deve ora continuare a essere il motore propulsivo di questa strana maggioranza utilizzando il congresso non come occasione per regolare conti interni, ma per individuare le proposte giuste per l’Italia. Idee e competenze non mancano, vanno condivise a messe a disposizione degli italiani.
Un ultimo pensiero per il nostro presidente lombardo Maroni. Sulla ruota di Roma aveva puntato tutte le sue fiches sulla crisi di governo, convinto (chissà poi per quali ragionamenti) che un patatrac del governo avrebbe dato nuovo ossigeno alla Lombardia. Può capitare a tutti una scommessa sbagliata, speriamo però che d’ora in poi dalle parti di Palazzo Lombardia ci si eserciti un po’ meno con parole e slogan e ci si applichi un po’ di più in azioni di governo che possano davvero dare un po’ di respiro a cittadini e aziende lombarde. A Roma è stato smascherato l’ennesimo bluff berlusconiano, fatto di parole e promesse vane, non vorremmo dover assistere allo stesso spettacolo anche in Lombardia.




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