Lega e Pdl: la maggioranza si divide su una bega locale. Cosa succederà per temi più complessi?

lombardiaConsiglio regionale a rischio, martedì, per la maggioranza Lega – Pdl. In discussione, infatti, ci sarà la fusione tra due comuni mantovani, Bigarello e San Giorgio Mantovano, contro cui si è apertamente schierata la Lega, questa volta abbandonata dal Pdl. La spaccatura è avvenuta oggi al Pirellone nella seduta congiunta delle commissioni Affari istituzionali e Riordino delle autonomie, dove la Lega ha chiesto di rinviare a data da destinarsi il progetto di legge presentato dal PD sulla fusione di questi due comuni.
In commissione era presente anche l’assessore al bilancio Massimo Garavaglia, convocato per spiegare per quali ragioni la giunta avesse escluso questa fusione da quelle avviate alla prosecuzione dell’iter, e quindi al referendum consultivo in autunno per poi arrivare al voto amministrativo nella primavera del 2014. Le motivazioni dell’assessore, incentrate sulla presenza di un ricorso, notificato alle due amministrazioni comunali interessate da parte di una consigliera leghista di opposizione a Bigarello, non hanno convinto né il presidente della commissione speciale per il riordino delle autonomie, Giulio Gallera, dell’area laica del PDL, né il presidente della commissione affari istituzionali, Stefano Carugo, dell’area ciellina dello stesso partito. Alla richiesta del capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, di rinviare la discussione del progetto di legge di fusione dei due comuni – che il PD ha depositato proprio per superare le resistenze della Giunta - la maggioranza si è spaccata, con i due presidenti del PDL a votare contro insieme all’opposizione. Immediatamente dopo, la commissione ha votato per l’inserimento del progetto di legge all’ordine del giorno della seduta di Consiglio regionale di domani, che è dedicata alle altre 17 fusioni (da 54 comuni): stesso schieramento, con Lega, lista Maroni, Fratelli d’Italia e partito pensionati che questa volta non hanno partecipato al voto, ma senza riuscire a far mancare il numero legale, registrato all’inizio della seduta. Ora la partita si sposta dunque in Aula nella giornata di domani.

Contro la fusione di Bigarello e San Giorgio c’è una mera opposizione politica, dovuta alla dura presa di posizione dell’uomo forte della Lega di Mantova che, incidentalmente, è assessore in Regione. In Regione oggi la maggioranza si è spaccata su una bega locale, non immaginiamo come possa affrontare temi ben più complessi che l’amministrazione della Regione richiede. Singolare poi che Lega e Lista Maroni si oppongano all’indizione del referendum popolare che è lo strumento principe per dar voce ai cittadini.
La decisione della Giunta di un rinvio sul caso di Bigarello apre uno scenario complesso. Se la Regione dovesse sospendere sine die ogni decisione soggetta a un ricorso al Tar semplicemente presentato da un cittadino, tutta l’attività dell’Ente sarebbe bloccata, a prescindere dalla fondatezza o meno delle tesi dei ricorrenti. Ovviamente appare chiaro che questo sia un pretesto dietro al quale si nascondono ben altre questioni politiche locali.

2 comments

  1. Eg,Sig.Direttore, sicuramente si nascondono ben altre questioni politiche locali a tal punto che i Consiglieri Regionali del P.D. si sono presi la briga di presentare una proposta di legge , la N° 78, per una fusione ad hoc tra due piccoli comuni mantovani in modo disparitario da tutti gli altri comuni della Lombardia. Quindi le chiedo cortesemente d’informarsi presso il P.D. per conoscere cosa si cela dietro questo enorme dispendio di energie e di tempo dedicato alla presentazione di un progetto di Legge ricordando la mole di problematiche che ci attanaglia giornalmente.
    Dia cortesemente notizie di quanto ho richiesto.

    Cordialità Gianluigi.

  2. Redazione 1 ottobre 2013 at 12:53 - Author

    Gentile Gianluigi, sul perchè si è reso necessario presentare il progetto di legge può leggere in questo stesso post.
    Sul dispendio di energie, non si allarmi: abbiamo usato il testo già predisposto dalla giunta che si era rifiutata di presentarlo per motivi politici trincerandosi dietro finti impedimenti formali




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