Aspettando la fine della sonnecchiosa estate lombarda

Vi segnaliamo l’editoriale dell’ultimo numero della newsletter del Gruppo PD

palazzo lombardiaCome definire la prima estate della nuova legislatura lombarda? Il giusto riposo per un’amministrazione che, dopo le inevitabili fatiche iniziali, ha definitivamente ingranato la marcia giusta per lanciare la regione verso l’Expo e la ripresa? Ci piacerebbe poterlo dire, ma la realtà ci consegna una Lombardia in grave difficoltà e un presidente alle prese con equilibri interni alla Lega e alla sua composita maggioranza che l’apnea elettorale e l’entusiasmo dei primi cento giorni avevano dato l’illusione di cancellare.
Di solido, invece, nei dintorni di Palazzo Lombardia c’è solo l’impressione che non si sia ancora trovata la formula giusta per poter affrontare le tante questioni aperte. La tattica dilatoria utilizzata nei primi mesi di governo deve giungere a una svolta e le condizioni finanziarie non tranquillizzano chi aveva sperato bastasse un generico e volontaristico appello alla macroregione (che abbiamo scoperto doversi chiamare Cantone Cisalpino) e a slogan pseudo secessionisti all’insegna di tasse che dovrebbero rimanere padane.
Nella maggioranza c’è già chi brontola e pensa a quando la macchina regionale girava veloce e garantiva a tutti un po’ di spazio e soddisfazione. Ora c’è la sensazione che manchi la benzina nel motore o che si stia utilizzando un combustibile non del tutto adeguato. Giustificarsi addossando le responsabilità ai biechi tagli statali e alla zavorra rappresentata dalla maggioranza delle altre regioni può essere un’idea, ma alla lunga anche questa linea difensiva mostra qualche crepa. Soprattutto se, nel bel mezzo del mese di agosto, piomba sulla Lombardia una fastidiosa classifica europea che la relega al 128° per competitività tra le regioni continentali e le affibbia il poco onorevole risultato di aver perso ben 30 posizioni dal 2010. E a Maroni e ai suoi non é neppure consentito scaricare la colpa sulla precedente amministrazione, visto che era una fotocopia, pur con sfumature celesti, dell’attuale. Un’estate preoccupata e prolungata, dunque, quella della Giunta Maroni, visto che per la prima volta nella storia lombarda degli ultimi anni le vacanze della Giunta sono state più lunghe di quelle del Consiglio, nonostante l’attivismo di qualche assessore che ha tentato di riempire il vuoto agostano con la partecipazione a molte iniziative. In questa sorta di limbo politico istituzionale, si staglia ineffabile la figura del vicepresidente Mantovani, alle prese con una personalissima battaglia contro il mulino a vento dell’incompatibilità. Nella Lombardia maroniana il problema dei problemi sembra essere il rispetto di una presunta volontà popolare che vorrebbe obbligare il coordinatore regionale del Pdl a mantenere il doppio ruolo di consigliere regionale e sindaco della sua Arconate. Possibile che sia così difficile rispettare le leggi nel nostro Paese e che una vicenda personale possa prevalere sul rispetto delle istituzioni?
Ma non vorremmo che questo ragionamento ci portasse troppo lontano dalla Lombardia… Riprendiamo l’attività con la determinazione a non fare sconti a Maroni e soci, ma con la disponibilità, fin qui abbondantemente dimostrata, a collaborare per portare avanti ogni iniziativa che possa aiutare i lombardi e la Lombardia a uscire dalle secche della crisi. Noi ci siamo e siamo pronti, vorremmo poter dire lo stesso della maggioranza e della non ancora rodata giunta Maroni.




Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>