Inquinamento: Regione Lombardia è in ritardo. Cosa aspetta?

smog inquinamentoA poche settimane dall’avvio della nuova stagione termica invernale, si torna a parlare di inquinamento in Lombardia. Mercoledì 4 settembre nella sede della Regione, il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha convocato i padroni di casa assieme ai colleghi di Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Val d’Aosta e ai presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, per parlare di come risolvere la problematica dell’inquinamento atmosferico nel bacino padano.
La riunione nasce dalla stringente necessità non solo di mettere una toppa al fallato sistema antismog del nord Italia, ma anche di rispondere ai richiami dell’Unione europea: con una comunicazione dello scorso aprile, la Commissione europea ha provveduto ad aprire un nuovo caso di precontenzioso contro l’Italia sui temi dell’inquinamento atmosferico, ha fatto sapere il Ministro alle regioni. Dopo che già nel dicembre 2012, a una sentenza di condanna che non ha determinato seguiti sanzionatori per l’Italia per un mero vizio procedurale riscontrato dalla Corte europea di Giustizia nel ricorso inoltrato dalla Commissione europea, si è rischiato grosso. E le conseguenze economiche – il pagamento delle multe – ricadono direttamente sulle singole regioni. Lombardia in testa.
Consideriamo positivo il fatto che il Ministro abbia convocato tutte le regioni del nord, perché il problema dell’inquinamento della pianura padana si può risolvere solo in un’ottica di area vasta. Anche perché i problemi sono soprattutto legati al traffico veicolare. Quindi, per noi, prima di tutto servono più risorse per la mobilità sostenibile. Inoltre, dal 15 ottobre parte la stagione termica invernale e vengono riaccesi tutti i tipi di caldaie: non vorremmo che arrivassimo a ridosso di quella data ancora con un nulla di fatto.
Sarebbe assurdo visto che già da mesi è pronto il Pria, il Piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria, annunciato a settembre ancora dalla Giunta Formigoni. Il termine per la sua adozione era stato fissato per i primi mesi del 2013. A novembre è stato pubblicato. A gennaio l’iter si è concluso. Ora, fatto salvo il periodo elettorale, come mai l’adozione definitiva da parte della nuova Giunta è in così grave ritardo? Il tempo c’è stato: non sappiamo cosa aspetti Maroni a renderlo operativo. Non parliamo di un esecutivo completamente rinnovato che, giustamente, potrebbe voler rivedere il lavoro fatto da altri: la Lega governava con Formigoni e il Pdl. Oltre tutto, il Pria contiene indicativamente 40 misure che, però, nessuno conosce nella loro formulazione definitiva.
Speriamo che la visita del ministro Orlando sia l’occasione per scoprire finalmente il piano antismog di Regione Lombardia e spinga una volta per tutte Maroni e il suo assessore all’Ambiente Terzi ad adottare lo strumento. Ulteriori ritardi potrebbero portare, appunto, nuove sanzioni da parte dell’Unione europea. E a pagare sarebbe sempre il cittadino, in termini di salute e di denaro.

Giuseppe Villani, consigliere regionale Pd e Alessandro Alfieri, capogruppo Pd




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