Mantovani non può scaricare la responsabilità sui consiglieri di Arconate

Mario-MantovaniIl caso di Mario Mantovani va distinto dalla discussione sulle incompatibilità che si è aperta in Parlamento, su cui si sta lavorando per eliminare alcune incongruenze. Mantovani – audito oggi giunta delle elezioni del Consiglio regionale – ha mancato di correttezza verso il Consiglio regionale, dichiarando di aver compiuto una scelta, l’abbandono della carica di sindaco, che non ha poi compiuto.
È un fatto inedito in Regione Lombardia che non fa onore né al protagonista, né al Consiglio, e la cui responsabilità non può essere in alcun modo scaricata sui consiglieri comunali di Arconate.
La giunta ha preso atto del permanere dell’incompatibilità, dovuta alle mancate dimissioni di Mantovani da sindaco di Arconate e al voto contrario alla decadenza espresso dai consiglieri comunali di maggioranza; ha inoltre deciso di aggiornare il prefetto di Milano, precisando che per quanto attiene al Consiglio regionale tutti i passaggi sono stati espletati.
Auspichiamo che il Prefetto, considerato il permanere dell’incompatibilità di Mantovani come sindaco di Arconate, voglia ristabilire il rispetto della legge. È evidente che anche i consiglieri comunali di maggioranza, votando contro la decadenza si sono messi nella condizione di poter essere anche commissariati dall’organo di governo.

Erano undici i sindaci eletti in Consiglio regionale o nominati assessori. Tutte le posizioni di incompatibilità sono state regolarmente sanate nei tempi previsti tranne quella di Mantovani, unico caso del genere nella storia della regione Lombardia.

Alessandro Alfieri, capogruppo del Pd in Regione e Marco Carra, componente della Giunta per le elezioni




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