E dopo la grandine, si scopre che la Regione è in ritardo con i documenti per lo stato di calamità

grandine_cremonaA calamità naturale si aggiunge calamità naturale (e non solo)  in Lombardia. E mentre ancora Regione Lombardia non ha completato la procedura per la richiesta legata al maltempo dei mesi scorsi che ha messo in ginocchio l’agricoltura lombarda, un altro evento atmosferico pesante ha colpito una parte dei territori regionali.
Sabato mattina, all’alba, una tempesta di vento, pioggia e grandine si è scatenata sulle aree dei comuni della bassa bresciana, del cremonese e della zona di Viadana, nel mantovano. Il tornado ha devastato stalle, campi di mais e di soia, divelto tetti e raso al suolo interi raccolti di cereali, foraggi, pomodori, frutta e ortaggi. Senza contare gli arbusti caduti e i danni ad alcuni impianti fotovoltaici. Insomma, dalle piogge intense della scorsa primavera a oggi, tra Brescia, Cremona e Mantova si è compromessa definitivamente la situazione.
Al presidente della Commissione Fermi abbiamo chiesto un intervento formale verso l’assessore regionale all’Agricoltura Fava affinché affronti tempestivamente questa nuova emergenza e in particolare vengano individuati i territori danneggiati dagli eventi atmosferici eccezionali e garantite le provvidenze di sostegno previste dal decreto legislativo sugli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole per favorire la ripresa dell’attività produttiva. La Commissione inviti inoltre Fava a contattare le associazioni di categoria territoriali.
Ma che non si faccia come per la richiesta di stato di calamità naturale seguita ai danni delle piogge primaverili. Il Governo ha fatto sapere all’Aula che Regione Lombardia non ha ancora completato la procedura e l’assessore regionale ha effettivamente confermato che mancano ancora alcuni dati. Ma ci ricordiamo ancora le urla di Fava proprio in questa sala quando sosteneva che la Regione aveva fatto la sua parte, era tutto a posto e incolpava il Governo di ritardi nell’iter. Ora, invece, emerge la verità: a Roma non possono fare nulla se Milano non consegna tutta la documentazione richiesta.

Agostino Alloni e Marco Carra, consiglieri regionali PD




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