Centri commerciali: una moratoria vera grazie all’opposizione. Ora un nuovo percorso

centro commercialeApprovata all’unanimità la proposta di legge sulla moratoria di sei mesi all’autorizzazione di nuovi centri commerciali in Lombardia. Restano escluse le opere e gli interventi previsti in accordi di programma promossi da Regione Lombardia che siano funzionali alla realizzazione di Expo 2015.
Quello di oggi è un passo in avanti. La moratoria è stata resa effettiva dall’opposizione che è riuscita, attraverso il voto segreto, a mandare sotto la maggioranza sugli emendamenti e a bloccare così i tentativi di vanificare gli effetti della moratoria stessa, impedendo l’approvazione della deroga agli ampliamenti e alle strutture che avevano già iniziato l’iter di approvazione. Con il voto di oggi speriamo che  possa iniziare effettivamente un percorso nuovo e che la maggioranza abbandoni la retorica piena di contraddizioni di chi come Lega e Pdl ha, in questi anni, autorizzato uno sviluppo eccessivo della grande distribuzione sul territorio lombardo.
Negli ultimi 6 mesi in Lombardia sono stati autorizzati oltre 300 metri quadri al giorno di nuovi centri commerciali, supermercati, ipermercati, outlet; negli ultimi 5 anni si è registrato un crollo dei consumi pro capite del -5,4% (sotto la media nazionale); la realizzazione di grandi strutture ha comportato, quasi sempre, come conseguenza, la chiusura di numerosi esercizi di vicinato con perdita di servizi e di vivibilità nei centri storici e nei piccoli comuni.

Abbiamo presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità, affinché la programmazione commerciale regionale possa, d’ora in avanti, essere fatta tenendo conto anche degli effetti sovra comunali di area vasta, del consumo di suolo per i comuni coinvolti, del potenziale sfruttamento delle aree dismesse, degli effetti che le grandi strutture di vendita generano sui centri naturali del commercio e più in generale sui centri storici e sugli equilibri socioeconomici locali. L’ordine del giorno invita la Giunta, entro i termini della moratoria (6 mesi), a estendere il confronto a tutti i comuni interessati dall’insediamento di una nuova struttura e a prevedere nuovi strumenti di perequazione territoriali volti a riequilibrare, tra i comuni coinvolti, gli effetti indotti dalle grandi strutture.

Alessandro Alfieri, capogruppo Pd

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