Fattore famiglia: la sperimentazione è stata un flop

welfareNon siamo pregiudizialmente contrari all’impiego dello strumento del fattore famiglia lombardo come misuratore della situazione reddituale e per accedere ai servizi, tuttavia non possiamo che prendere atto del fatto che la sperimentazione partita da alcuni mesi nei nostri comuni non sta funzionando. Sono state sinora raccolte soltanto 39 adesioni a fronte di un bacino potenziale di 10mila famiglie e di parecchie decine di migliaia di euro stanziate per la formazione del personale che avrebbe dovuto occuparsi di raccogliere i nuovi dati e per i software adatti ad elaborarli. Troppo poco.
L’assessore Cantù ha tracciato le linee principali della riforma del welfare lombardo che in molte parti prevede cambiamenti sostanziali alle prassi messe in atto dalle precedenti amministrazioni regionali negli ultimi 18 anni. Accogliamo con favore le sottolineature relative alla presa in carico e all’accompagnamento degli utenti nella rete dei servizi, la volontà di attuare un sistema di controlli terzo rispetto alle Asl e di superare la rigidità degli accreditamenti che impediscono di dare risposte innovative ai bisogni attuali. L’accento sull’appropriatezza delle cure risponde ad una priorità da sempre da noi indicata. Ci chiediamo ora se le parole dell’assessore corrispondano anche agli intendimenti della maggioranza.

Carlo Borghetti, consigliere regionale PD




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