Settimana corta per risparmiare sul riscaldamento: la scuola è solo un “costo”?

scuolaLezione per cinque giorni a settimana invece che sei? Alle istituzioni scolastiche di Milano e provincia è stata inviata una comunicazione, datata 3 giugno, che ha per oggetto l’articolazione dell’orario scolastico su 5 giorni settimanali per le scuole secondarie di secondo grado.
Il direttore dell’ufficio scolastico regionale e l’assessore all’Istruzione e all’edilizia scolastica della Provincia di Milano, in pieno accordo con la collega di Regione Lombardia, propongono di rivedere l’orario a seguito dei tagli imposti alle amministrazioni locali che mettono a rischio le risorse economiche, al punto da non poter avere la certezza di garantire i servizi essenziali come il riscaldamento.
Innanzitutto, la comunicazione sulla richiesta di spalmare l’orario scolastico su 5 giorni invece di 6 è tardiva. Si è cioè fuori tempo massimo rispetto a una programmazione didattica, per l’anno scolastico 2013/2014, già strutturata e deliberata dai competenti organi di ogni istituto. Rimettere tutto in discussione ora è operazione che mette in seria difficoltà gli istituti che devono rivedere l’intera programmazione entro il 30 giugno.
Colpisce negativamente anche il fatto che all’origine di una circolare che invita a intervenire pesantemente sulla programmazione della didattica e sullo stesso profilo dell’offerta formativa, ci siano mere questioni di carattere economico.
Dobbiamo prendere atto una volta di più che ormai la scuola italiana viene guidata pensando esclusivamente alla quadratura di bilanci sempre più magri e tralasciando ogni considerazione di carattere educativo e didattico. Si discuta pure della settimana corta, ma lo si faccia a partire da motivazioni che non riducano la scuola a un semplice costo per la collettività.

Fabio Pizzul, consigliere regionale del Pd




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