Vaccino per il papilloma virus, la Lombardia resta indietro rispetto a molte regioni

In Lombardia migliora la copertura vaccinale per il papilloma virus (HPV) ma siamo in forte ritardo, ancora lontani dall’obiettivo indicato dal Piano nazionale delle prevenzione vaccinale. Questa quanto emerge dalla risposta a un’interrogazione del PD rivolta all’assessore Mantovani. Nel question time si è chiesto di conoscere i dati più recenti sulla copertura vaccinale del papilloma virus in Lombardia, che il programma per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina predisposto da una delibera regionale del 2007 prevede sia somministrato alle ragazze di 12 anni. La domanda è nata dal fatto che i dati dell’Istituto superiore di sanità al 31 giugno del 2012 erano sconfortanti: a essere vaccinate (con tutte tre le dosi previste) infatti sarebbero state solo il 65,8% delle nate nel 1998, il 52,9% delle nate nel 1999 e il 20,5% delle nate nel 2000.
I dati forniti dall’assessore Mantovani indicano un miglioramento della situazione, ma non sono certo ottimali. La Lombardia resta indietro rispetto a molte regioni.
Anche confrontando i dati più recenti della Lombardia con quelli delle altre regioni (dell’Istituto superiore di sanità) fermi al 30 giugno 2012 si vede chiaramente il ritardo della regione. Per le nate del ‘97 la Lombardia è al 64,7% della copertura vaccinale mentre Toscana, Puglia, Sardegna e Basilicata superano l’80%. Per le nate nel 98 la Lombardia è al 67,5% contro l’80,2 % della Basilicata, il 78,6% dell’Umbria, e il 77% della Toscana. Per le nate nel ’99 la regione Lombardia è al 70,3% contro il 75,5% dell’Umbria, il 73,4 della Puglia. Fa eccezione l’annata 2000 in cui la Lombardia è al 55,5% in linea con le regioni più avanzate.
Ma non solo: sette Regioni hanno esteso l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione ad altre fasce di età oltre alle dodicenni. In particolare, 6 Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Liguria, e Puglia) offrono il vaccino alle ragazze di età compresa tra i 15 e i18 anni e la Regione Basilicata oltre alle dodicenni, lo offre alle ragazze di 15, 18 e 25 anni.
In Lombardia si sconta un forte ritardo e c’è ancora molto da fare. Per raggiungere l’obiettivo Mantovani ha promesso saranno lanciate campagne di comunicazione anche in lingue straniere e saranno organizzati eventi formativi sul rischio, iniziative apprezzabili, che rispondono a una nostra precisa richiesta avanzata da tempo. Da parte nostra continueremo a vigilare sullo stato dei programmi annunciati. L’auspicio è arrivare alla copertura vaccinale prevista come obiettivo e garantire a tutte le ragazze che ne hanno diritto la gratuità del vaccino.

 Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio regionale




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