Andamento lento, in attesa di Maroni

Vi segnaliamo l’editoriale dell’ultimo numero della newsletter del Gruppo PD

A Roma la politica rischia il naufragio e deve affidarsi a Napolitano.
In Lombardia Maroni si vede poco e la navigazione è, al momento, di piccolo cabotaggio.
Il Consiglio può così concentrarsi su questioni calde come la sanità (leggi San Raffaele), il lavoro e l’ambiente senza uscirne troppo ammaccato, almeno dal punto di vista dell’immagine di concordia e collaborazione che il presidente Maroni ha tenuto a proporre a suggello del suo inizio mandato.
Dopo le 40 lettere di licenziamento già recapitate e le altre in arrivo, la vicenda San Raffaele rappresentava una bella patata bollente per il Consiglio, con il rischio che fuori dal Pirellone potessero ripetersi episodi di tensione tra lavoratori e forze dell’ordine. Un intenso lavorio d’aula ha permesso di giungere a una sintetica mozione unitaria che ha visto l’assemblea votare compatta e impegnare la Giunta a un maggior protagonismo sulla vicenda, nel tentativo di bloccare i licenziamenti e riportare le parti al tavolo delle trattative. Non c’è più tempo da perdere: Maroni e i suoi assessori ora se lo sono sentiti dire in coro da tutti i consiglieri. Speriamo che gli atti della Giunta sia rapidi e conseguenti.
Si è parlato anche di lavoro con il PD che ha sollecitato il governatore e i suoi assessori a muoversi sul fronte degli esodati e della SEA Handling. Anche in questo caso, sono giunte ampie rassicurazioni di pronto intervento.
Più complicata la vicenda della Caffaro di Brescia che ha visto spaccarsi l’aula su due mozioni dal contenuto analogo con il risultato di vedere approvata a larga maggioranza quella a firma Lega e bocciata quella del Movimento 5 Stelle. Il Pd ha votato a favore di entrambe per sottolineare la necessità di offrire segnali concreti e veloci alla popolazione locale.
Una bella seduta interlocutoria, insomma, durante la quale ciascuna forza politica si è concentrata sulla necessità di fornire segnali al proprio elettorato e ai vari territori della regione. Dopo la pausa per la combinazione festiva 25 aprile – 1° maggio il Consiglio si riunirà il 7 maggio con una nuova tornata di Question Time e Mozioni.
Per avere i primi segnali di politica vera in aula si dovrà attendere la metà di giugno con la discussione della legge sulla spending review regionale e la fine di luglio con l’assestamento di bilancio, primo vero banco di prova della Giunta Maroni sulle diverse politiche di competenza regionale.
Nel frattempo, tanti annunci, tanti progetti, ma poche novità, con Maroni e la sua squadra che continuano a invocare la nascita di un governo per poter poi scendere a Roma a battere cassa e a difendere le esigenze dei lombardi. Strana strategia, soprattutto quando è noto a tutti che di soldi da Roma ne arriveranno ben poche e non perché non si voglia concedere il mitico 75%, ma perché le risorse dello Stato sono già ampiamente impegnate e non c’è ulteriore margine di spesa. Non sarebbe meglio pensare a casa nostra e provare a promuovere qualche innovazione nella gestione della complessa macchina amministrativa regionale o nella ripartizione dei fondi che la Lombardia mette a disposizione delle imprese?
Tutta questa capacità di innovazione promessa da Maroni in campagna elettorale fatica a palesarsi.
Non abbiamo fretta, ma qualche segnale ce lo aspetteremmo anche.
Ma dobbiamo forse attendere che il segretario confederale della Lega finisca gli impegni romani e torni a vestire i panni di presidente della Lombardia.




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