San Raffaele: chiesto impegno forte e concreto, ora Regione pretenda la trasparenza

Facendo sintesi di quattro mozioni (una del Pd, una della Lega, una del M5S, una del Pdl), il Consiglio regionale ha approvato un testo condiviso che impegna la Giunta ad adoperarsi per il blocco dei licenziamenti e il reintegro dei lavoratori sinora licenziati dalla nuova proprietà del San Raffaele, la riapertura del tavolo delle trattative e la trasparenza sul piano industriale.
Abbandonando le premesse previste dal concordato, la proprietà del San Raffaele, sta portando avanti delle politiche aziendali che Regione Lombardia ha il compito di fermare, cosa che non ha fatto in passato. In mezzo ci sono centinaia di lavoratori e mantenimento del livello di qualità delle cure e della ricerca di uno dei presidi di maggiore eccellenza d’Italia.
Per questo ci siamo spesi per l’approvazione di una mozione che chiede, senza giri di parole, che questa vicenda così delicata non venga considerata solo una crisi aziendale: abbiamo a che fare con una questione d’interesse superiore. Ci stiamo misurando con una sfida che va oltre la tutela dei lavoratori, la vicenda è infatti al centro delle politiche sanitarie della Lombardia. L’impegno di Regione Lombardia deve andare dunque oltre. Il tavolo va riaperto nel nome della trasparenza: la Regione deve pretendere di conoscere il piano industriale dell’ospedale e monitorare che tutti i passi annunciati vengano effettivamente compiuti.

Alessandro Alfieri, capogruppo Pd e Carlo Borghetti, primo firmatario della mozione unitaria 

3 comments

  1. Cinque giorni fa l’arrivo delle prime lettere di licenziamento per i dipendenti del San Raffaele di Milano . Le prime delle oltre 240 previste dalla proprietà. Qualcuno ha parlato di “tragedia” annunciata, altri non lo credevano possibile. A molti è sembrata una vera e propria dichiarazione di guerra. E i lavoratori del San Raffaele hanno accettato il guanto di sfida.

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