Il difficile equilibrio tra realismo e fughe in avanti

Vi proponiamo l’ultimo editoriale dalla newsletter del Gruppo PD

Piano piano la decima legislatura precisa i propri connotati. Non si annuncia semplice per la maggioranza di Maroni, ma neppure per chi intende fare seriamente opposizione.
Poche sorprese sul fronte dei grandi elettori che voleranno a Roma per eleggere il Presidente della Repubblica: Maroni, Cattaneo e Ambrosoli formeranno il terzetto lombardo. Una rappresentanza al massimo livello per una sfida importante, quella di trovare la chiave per sbloccare il quadro politico nazionale.
Nessuna tensione particolare per l’approvazione delle commissioni consiliari permanenti, che ricalcano sostanzialmente quelle della scorsa legislatura. Piccoli segnali di nervosismo, invece, nella partita delle commissioni speciali, con l’impressione che siano state volute per marcare posizioni più che per risolvere problemi reali. Come Pd abbiamo preferito non metterci di traverso e ci impegneremo perché le commissioni speciali rimangano rigorosamente all’interno del mandato ricevuto, si occupino di problemi veri e non diventino terreno di propaganda . La strana sensazione percepita in aula è che avremo un Maroni meno leghista di Formigoni, almeno nei proclami, e una Lega impegnata a presidiare, almeno a parole, i temi cari al proprio elettorato. D’altronde Maroni inizia il suo mandato più debole del suo predecessore (se guardiamo alla fase pre-scandali) e la Lega ha l’arduo compito di recuperare un consenso elettorale che, nonostante la vittoria, si è più che dimezzato anche in Lombardia.
Intanto il presidente del Consiglio Cattaneo si dimostra iperattivo e, oltre a gestire l’aula con un piglio a tratti un po’ troppo sbrigativo e autoritario (ma forse è solo questione di prendere le misure), si concede anche discutibili fughe in avanti sul fronte dei tagli ai costi della politica. Tutti siamo consapevoli che è necessario arrivare quanto prima a recepire la legge nazionale che prevede la riduzione degli stipendi dei consiglieri e dei fondi a disposizione dei gruppi, ma non possiamo accettare che la scure dei tagli si abbatta sull’agibilità politica di chi è chiamato a fare opposizione. Il presidente Cattaneo ha proposto fin da subito tagli molto significativi alle risorse a disposizione dei gruppi per la comunicazione, a fronte di nessun taglio al proposito per l’Ufficio di presidenza e a riduzioni poco più che simboliche per la Giunta. Potendo la maggioranza consiliare contare sulla struttura a disposizione dei presidenti di commissione (che si terrà ben stretti), il risultato pratico rischia di essere un taglio che inciderà quasi solo sui gruppi di minoranza.
Ricordiamo al presidente Cattaneo che, nel suo ruolo istituzionale, ha il compito di difendere le prerogative e la possibilità di agire di tutti i consiglieri. Non si faccia dunque bello davanti all’opinione pubblica proponendo tagli e misure che rischiano di rendere ancora più squilibrato il rapporto tra chi governa e chi ha il compito di controllarne l’operato. Anche in questo caso, proviamo a convincerci che siano primi passi dettati dalla necessità di prendere le misure e di assestarsi nel ruolo di presidente. Non nascondiamo però qualche preoccupazione per il nostro già di per sé complicato ruolo di opposizione.
Buone notizie dal Consiglio, invece, sul fronte dell’impegno per il lavoro: si è votata all’unanimità una mozione che ribadisce la necessità di rifinanziare la Cassa integrazione in deroga e di varare quanto prima misure per rilanciare l’occupazione. A tutti i partiti faceva comodo dare un segnale in questo senso dopo aver parlato molto di emergenza lavoro in campagna elettorale, ma le modalità con cui si è giunti alla mozione unitaria fanno ben sperare per il lavoro dell’assemblea consiliare.




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