E’ tempo di auguri. Anche, anzi, soprattutto per la Lombardia

L’editoriale dell’ultimo numero della newsletter del Gruppo regionale PD

Natale arriva in coincidenza con la fine ufficiale dell’attività dell’assemblea consiliare. E che finale!
Nascita di due nuovi gruppi consiliari, forzatura in extremis delle regole per approvare provvedimenti tutt’altro che urgenti, rifiuto di prendere in esame l’ipotesi di fusione tra due comuni e, per non farci mancare proprio nulla, strepiti di un “nota” consigliera a cui sarebbero state attentate le procaci grazie da parte di un incauto o goffo operatore dell’informazione.
E tutto questo mentre sfilano in procura i consiglieri di Lega e Pdl per giustificare spese quanto meno bizzarre a carico del bilancio dei gruppi consiliari. L’elenco potrebbe essere lungo e spazia da pranzi di nozze e cartucce da caccia finiti in nota spesa “a loro insaputa” e più veniali, ma non per questo eticamente meno scorretti, lecca lecca, dvd o fettine di carne scelta.
Neppure uno degli sceneggiatori degli ormai pensionati cinepanettoni dei fratelli Vanzina avrebbe saputo fare di meglio: gli ingredienti per il botto mediatico ci sono tutti. E poco importa se, in questa scorcio di fine legislatura, le telecamere e le macchine fotografiche preferiscano inseguire consiglieri leghisti piuttosto che Nicole Minetti. La sostanza non cambia e continua a presentarci un ‘istituzione regionale che fa parlare di sé per scandali di vario genere più che per la propria attività legislativa o politica.

Quali auguri fare allora alla Lombardia e ai lombardi?
L’augurio migliore ci pare quello di poter andare incontro a un vero cambiamento e a una rigenerazione profonda, come ama dire Umberto Ambrosoli, candidato presidente per il centrosinistra e il patto civico.
Serve prima di tutto una rigenerazione del modo di intendere le istituzioni. Non è più pensabile che ci possa essere qualcuno che approfitti del suo ruolo e delle risorse a sua disposizione per trarre un qualsivoglia vantaggio di carattere personale. L’obiettivo di ogni politico e di qualsiasi funzionario dovrebbe essere sempre e solo quello di servire le istituzioni: abbiamo purtroppo dovuto prendere atto che troppi si sono in questi anni serviti delle istituzioni. E non possiamo poi lamentarci se i cittadini guardano altrove e ritengono che sia più giusto farsi gli affaracci propri.
Serve una rigenerazione della politica, perché si torni a poter dire che la partecipazione e la trasparenza sono elementi fondanti, senza i quali il rischio di spianare la strada a chi ha come propria stella polare il profitto e l’utile privato è sempre in agguato. E la partecipazione popolare alle primarie del patto civico è un segnale importante per camminare nella giusta direzione.
Serve una rigenerazione della Lombardia, perché torni ad essere una terra capace di guardare con speranza al futuro, di valorizzare le forze buone che ancora custodisce, di gettare ponti con le altre regioni europee gettandosi alle spalle i fantasmi di una chiusura che segnerebbe l’inizio di un cammino verso un declino che sta già corrodendo l’eccellenza lombarda e che ha trovato nello squallido spettacolo di questi due anni e mezzo di legislatura un detonatore formidabile. Natale celebra, per chi crede, la nascita di un bambino che porta silenziosamente e misteriosamente nel mondo una nuova speranza che promette di cambiare radicalmente la vita di ogni uomo.
L’augurio che ci piace allora rivolgere a tutti e a ciascuno è che ci possa nascere una nuova Lombardia, capace di superare la crisi, etica prima ancora che economica, e di consegnare ai più giovani una speranza di rigenerazione e futuro.




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