San Raffaele: Regione Lombardia non è stata in grado di svolgere i necessari controlli

Regione Lombardia non è stata in grado di svolgere i necessari controlli per garantire la trasparenza dovuta quando si beneficia di risorse pubbliche. Né è stata in grado di stabilire criteri sufficientemente rigidi per l’accesso alle stesse. In particolare alcune misure, come quelle legate alle funzioni non tariffabili, hanno favorito il San Raffaele, a discapito di altre strutture, senza ragioni di interesse pubblico.
È quanto è emerso dalla relazione del presidente della Commissione d’inchiesta su “Fondazione San Raffaele del Monte Tabor”. La Commissione, che aveva il compito di stabilire, alla luce del dissesto finanziario della struttura, se ci fossero buchi nella normativa regionale che avessero consentito il verificarsi della situazione e di mettere in campo proposte che potessero impedire il ripetersi di vicende simili, si è riunita per una decina di sedute e ha audito assessori regionali alla sanità, dirigenti del San Raffaele, docenti, rappresentanti di organizzazioni sindacali, esponenti della Direzione regionale Sanità e vari esperti.

LA RELAZIONE COMPLETA

Il San Raffaele non ha mai dovuto fare neanche il bilancio consolidato e ha drenato tra il 4 e il 6% dell’intero fondo regionale per le funzioni non tariffabili: un flusso di denaro che non ha impedito all’ospedale di accumulare nel tempo oltre un miliardo di euro di passivo, che ha portato al crack. Che servono criteri di accreditamento e controllo più stringenti ce ne siamo accorti in Commissione e se ne è accorta la Regione stessa che ha cercato, parzialmente, di correre ai ripari. Consegniamo questo nostro lavoro alla prossima legislatura, insieme alle proposte di ridurre la quota di fondi destinati alle funzioni non tariffabili, spesso assegnati con discrezionalità, chiedere la certificazione esterna dei bilanci alle strutture accreditate che beneficiano di contributi pubblici, rivedere nel suo complesso il sistema tariffario.

Franco Mirabelli, consigliere regionale PD e presidente della Commissione d’inchiesta




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