Sanità: l’assessore faccia chiarezza sugli scandali e limiti l’invadenza della politica

Con il rispetto dovuto alla figura di Melazzini, che è medico serio e preparato, occorre puntualizzare che una giunta provvisoria, oltretutto guidata da una presidenza fortemente in difficoltà, non può pensare di riordinare alcunché.
In particolare, per quanto riguarda la sanità la necessità è quella di fare chiarezza su quanto avvenuto sui molti casi oggetto di indagine da parte della magistratura. Fra tutti le vicende San Raffaele e Maugeri, comprese le implicazioni occupazionali collegate, ma non solo.
È semmai importante cominciare a dare forti segnali di indipendenza della gestione tecnica in sanità rispetto la progressiva invadenza della politica di questi anni. Sul welfare è evidente che il nuovo patto proposto dall’ex assessore Boscagli che ha già incontrato non poche contestazioni sui territori non può che essere rimandato alla prossima legislatura regionale evitando magari di trasformare questa coda di legislatura nella solita distribuzione a pioggia di contributi.
È infine evidente che, pur riconoscendo l’indubbia efficienza della sanità lombarda, frutto della professionalità degli operatori e della loro storia, l’idea su un nuovo modello vede il PD su posizioni molto distanti da quelle del centrodestra ed è giusto che siano gli elettori a scegliere quale attuare. Discorso analogo per il welfare che, se si vuole, marca ancora di più la differenza tra le proposte politiche in campo.

Gian Antonio Girelli, responsabile sanità e welfare del Pd lombardo




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