PDL e Lega bloccano la discussione sulla legge elettorale

Questa mattina in commissione Affari Istituzionali del Consiglio regionale Lega e Pdl hanno ufficialmente bloccato il percorso di riforma della legge elettorale. L’iter era iniziato con l’approvazione bipartisan della mozione che impegnava l’assemblea ad approvare la legge entro la fine del 2012. Alla nosta richiesta di riconvocare al più presto il gruppo di lavoro istituito mesi fa, che non viene riunito da giugno, il presidente della commissione Stefano Galli e il consigliere Alboni, vicecapogruppo del PDL, hanno risposto no, insistendo, con motivazioni diverse, sull’inutilità della prosecuzione del lavoro sulla riforma.
La decisione della maggioranza di bloccare l’iter di riforma è evidente e grave. Non ci sono ragioni per interrompere il lavoro iniziato se non le divisioni tra PDL e Lega o la paura che la nuova legge elettorale possa spingere anche una parte della maggioranza ad interrompere la legislatura.
La discussione, infatti, può tranquillamente proseguire in contemporanea con la definizione delle misure decise nell’ambito della Conferenza Stato Regioni sul taglio dei costi e con la definizione dei nuovi assetti territoriali legati alla revisione delle Provincie. Discutere del listino, della sua abolizione, di quale debba essere il premio di maggioranza e come debba essere ripartito, dell’eventuale soglia di sbarramento, della possibilità di esprimere due preferenze, una per genere, sono tutte questioni che prescindono dalla riduzione dei costi e dalla revisione delle Province e che possono quindi essere tranquillamente discusse.
Il fatto è che evidentemente PDL e Lega non vogliono o non sono in grado di discuterne. Così, ancora una volta, alla stretta, il centrodestra lombardo dimostra di non saper mantenere gli impegni solennemente presi in Consiglio e di non avere la coesione necessaria per fare le riforme.

Franco Mirabelli, consigliere regionale PD




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