Minori e disabili: la Regione cambia le regole e i gestori non possono garantire i servizi

Dopo le proteste nei mesi scorsi di anziani, persone con disabilità e minori con le loro associazioni, dopo i comunicati accorati dei comuni e dei sindacati e dopo i continui richiami dell’opposizione in Consiglio regionale, con l’ultimo assestamento di Bilancio di luglio, Regione Lombardia ha finalmente riportato il Fondo Sociale Regionale 2012 almeno allo stesso livello del Fondo del 2011, pari cioè a 70 milioni di euro, integrando di 30 milioni di euro il Fondo 2012 che era stato ridotto a soli 40 milioni a inizio anno.
«Ma c’è una novità dell’ultima ora che nessuno si aspettava”, dice il consigliere regionale del PD Carlo Borghetti. “Con l’ultima Giunta di luglio la Regione ha deciso, senza consultarsi con i soggetti competenti, che il budget stanziato non sarà dato ai comuni e ai gestori dei servizi per disabili e minori come sempre fatto, bensì sarà erogato direttamente agli utenti tramite voucher (assegno), con lettera d’accompagnamento firmata dal governatore. Un’iniziativa dal sapore pre-elettorale».
La novità ha sollevato in queste ore forti perplessità e contrarietà anche tra le aziende sociali consortili che gestiscono i servizi per conto dei comuni lombardi che si sono messe di corsa a verificare i loro bilanci nonostante la pausa estiva.
«I problemi sono due – aggiunge Borghetti – innanzitutto procedere a colpi di voucher lasciando l’utente da solo, nel momento del bisogno, alla ricerca del servizio che gli serve, significa rinunciare alla logica del governo della rete dei servizi in collaborazione con il territorio, e collaborare è oggi vitale, in tempo di crisi di risorse e crisi sociale. E poi gli enti gestori, a 2012 inoltrato, si trovano le regole cambiate in corsa: contavano di ricevere l’integrazione del Fondo come più volte annunciato dalla Regione, invece così dovranno rivedere i propri servizi in relazione agli utenti che decideranno di rivolgersi a loro, senza poter quindi garantire continuità al servizio stesso».
La protesta della rete degli enti si è infatti formalizzata con la richiesta di un incontro urgente con Formigoni e cresce la domanda affinché non si cambi il sistema in corso d’opera.
«Ho presentato ieri una interrogazione – conclude Borghetti – per chiedere alla Regione se non abbia intenzione di rivedere le modalità di erogazione dei 30 milioni stanziati, mantenendo, per lo scorcio di 2012 rimasto, le stesse regole già in vigore. Peraltro si tratta di risorse tardive e comunque insufficienti rispetto al bisogno crescente di servizi alla persona che anche in Lombardia si registra. Ricordo che solo pochi anni fa il Fondo superava i 100 milioni e, mentre lo si riporta a 70 milioni, le cronache quotidiane ci parlano di indagini per fondi ben superiori ai 60 milioni di euro che sarebbero stati ‘distratti’ dalla cura delle persone per cui erano stati destinati in alcune strutture private della sanità lombarda».




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