Carcere del Bassone: “Sovraffollamento e carenza di risorse. Dobbiamo intervenire a tutela dei figli dei detenuti”

Ha fatto tappa quest’oggi al carcere comasco del Bassone il tour di visite agli istituti penitenziari della Lombardia che da ormai un anno vede coinvolti alcuni consiglieri regionali.
Insieme all’On. Chiara Braga, i consiglieri regionali Luca Gaffuri, Mario Barboni e Gian Antonio Girelli, hanno incontrato la Dottoressa Carla Santandrea, direttrice del Carcere di Como.
“La scelta del Pd è di fare il punto della situazione carceraria a livello complessivo – sottolinea Gaffuri – e questa visita non nasce dagli episodi di cronaca cui il Bassone è stato protagonista lo scorso mese”. Dalla visita della struttura è emerso come al Bassone sia ancora attuale il problema relativo al sovraffollamento,  soprattutto in alcune sezioni, così come il fatto che il personale sia sotto organico.
Presso l’istituto penitenziario comasco sono detenute circa 600 persone, il 60% di nazionalità straniera, delle quali 54 donne (surplus è di oltre 100 unità). Un grande problema è poi rappresentato dalla scarsità di risorse per far fronte alla manutenzione ordinaria.
“Nonostante la buona volontà e l’impegno degli operatori, questo penalizza la possibilità di realizzare attività che hanno lo scopo di rendere la pena non solo punitiva ma anche riabilitativa – rileva l’On. Chiara Braga che ha ribadito come – su una popolazione carceraria di circa diverse centinaia di persone, solo cinque di queste godono di regimi alternativi alla pena detentiva. Bisogna puntare ad un maggiore coinvolgimento in forme alternative alla sola permanenza in carcere, così come il PD sostiene da tempo. Il problema del sovraffollamento nelle carceri può essere risolto non certo realizzando nuove strutture, come aveva promesso il Governo Berlusconi, bensì intervenendo con nuovi strumenti che possano avviare un percorso formativo per chi si trova in carcere. Non è solo una questione di sicurezza. Serve maggiore impegno affinché le persone una volta uscite non ci debbano rientrare”.
Tra le note positive emerse nel corso della visita il fatto che al Bassone l’organico educatori è stato rafforzato e che, grazie ad alcune doti regionali, si è proceduto alla riqualificazione di un’area dell’istituto prima abbandonata e che ora può essere destinata a varie attività.
“Siamo rimasti particolarmente colpiti dalle aree destinate ai bambini i cui genitori si trovano in carcere – dà rilievo Gaffuri -. Attualmente si tratta di soli 4 bimbi. La nostra intenzione è quella di portare questo delicato argomento all’attenzione del Consiglio Regionale e della Commissione Speciale. Anche a Como poi, come negli altri istituti lombardi, abbiamo riscontrato un grande sovraffollamento e solo grazie alla professionalità ed alla disponibilità di chi lavora si riesce a contenere i problemi”.
“E’ stata una visita molto importante perché ci ha permesso di conoscere i problemi relativi non solo ai carcerati ma relativi alla gestione dell’istituto penitenziario – sottolinea il consigliere regionale Mario Barboni -, in particolar modo in estate. Credo che a Como si ci stia comportando al meglio. Il fatto di aver visto tanti carcerati molto giovani credo che induca a pensare a soluzioni alternative alla pena detentiva, almeno per i casi più lievi. Penso ad impegni nel campo dei lavori socialmente utile: una strada che credo percorribile e che incontra inoltre il favore degli stessi carcerati. Nel corso di questa visita a Como abbiamo infine riscontrato il buon lavoro fatto dall’agente di rete e dei volontari che sono molto presenti. Il loro impegno è sicuramente encomiabile”.
Del gruppo di consiglieri regionali presenti a Como anche Gian Antonio Girelli: “Anche al Bassone, come nella maggior parte delle strutture lombarde visitate, abbiamo notato gli effetti del sovraffollamento. Questo dimostra l’assoluta necessità di un intervento legislativo nazionale che affronti il problema. Dal colloquio con il responsabile della struttura è emerso come la mancanza di risorse sia alla base dell’impossibilità ad effettuare quegli investimenti che permettano il recupero dei detenuti”.




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