Expo, dalla Lega tanto rumore per nulla. O forse per una poltrona in più

Il Consiglio regionale ha bocciato l’ordine del giorno del PD  che chiedeva espressamente a Formigoni di dimettersi da commissario generale dell’Expo. Questi a causa della sua responsabilità nei contrasti che nei due anni trascorsi hanno generato pesanti ritardi e nel mancato coinvolgimento degli enti locali e del territorio lombardo.
La Lega ha dunque rinunciato alla richiesta a Formigoni di farsi da parte e di dedicarsi solo alla Regione, come aveva dichiarato a più riprese il segretario lombardo Matteo Salvini, e ha firmato con il Pdl un testo che invita il commissario generale, nella persona di Formigoni stesso, a dotarsi di un “sub-commissario con funzioni operative”.
Tanto rumore per nulla, o forse per una poltrona in più. Dopo aver per due mesi, per bocca di Salvini, spiegato che Formigoni avrebbe dovuto dimettersi da commissario generale di Expo, la lega ha presentato un ridicolo ordine del giorno che col sostegno di Formigoni e del Pdl spiega che Formigoni deve continuare a fare ciò che già fa: ricoprire la carica delegando ad altri il lavoro. E il Carroccio ha votato contro il nostro ordine del giorno che chiedeva di sostituire il commissario generale di Expo.
I casi sono due: o la Lega, in imbarazzo per il sostegno a Formigoni, ha usato il tema delle dimissioni da Expo per tranquillizzare il proprio elettorato in vista del congresso, oppure Salvini è stato evidentemente smentito dal suo stesso gruppo in Consiglio regionale. Una cosa è certa, Salvini sulle dimissioni di Formigoni da Expo, come Alfano sulle dimissioni di Nicole Minetti, ha lanciato un diktat che nessuno ha ascoltato.

Franco Mirabelli, consigliere regionale e primo firmatario dell’ordine del giorno del PD




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