Amianto, via alle bonifiche ma con più incentivi e cure adeguate per chi è malato

In Lombardia l’amianto ha gli anni contati. Ma solo se ci saranno adeguati incentivi o vincoli di obbligatorietà. E purtroppo potendo solo fare il meglio (da un punto di vista sanitario) per tutti coloro che sono stati colpiti dalle malattie correlate all’esposizione alle fibre di amianto.
La Commissione Ambiente in Regione ha votato ieri, all’unanimità, la nuova legge “Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto“, che dovrebbe passare al vaglio del Consiglio regionale prima della pausa di agosto.
Siamo riusciti a tenere insieme tutti gli aspetti che riguardano l’amara vicenda dell’amianto: quelli sanitari, quelli ambientali e quelli legati a smantellamento e smaltimento. E noi abbiamo votato con convinzione questo nuovo strumento. Tuttavia, abbiamo chiesto che le zone più critiche della Lombardia, come l’ex Fibronit di Broni o tutte le aree ex industriali di Sesto San Giovanni, e non solo, siano tenute sotto controllo in modo particolare e che con le Asl si possano garantire adeguate strutture sanitarie, naturalmente con gli opportuni finanziamenti. Per il momento, nelle poste di bilancio sono stati inseriti 1,5 milioni di euro, ma sono evidentemente da incrementare.
Inoltre, un’altra delle proposte è di cercare di far sostituire le coperture di amianto con il fotovoltaico. È un modo per dare incentivi a privati e aziende che in questo momento troverebbero costosissimo intervenire da soli. Bisogna fare un ragionamento molto serio sull’incentivazione perché la legge, che prevede di attuare il Pral (Piano regionale amianto Lombardia), in scadenza nel 2016, non pone nessun vincolo di obbligo. Insomma la legge è ampiamente migliorabile, anche se noi l’abbiamo voluta e votata.
L’urgenza è sulla porta di casa, d’altra parte, basta guardare il video documentario che assieme girato nel sito di Broni, che pare abbia fatto più danni e vittime di quello piemontese di Casale Monferrato, se non altro perché ha chiuso i battenti due anni dopo e dove il percorso processuale di riconoscimento è appena iniziato.

Le bonifiche a Broni costano 30 milioni di euro e per il momento ne sono arrivati solo 6. È evidente che serve un impegno del Ministero dell’Ambiente, ma anche Regione Lombardia deve fare la sua parte”. Ad esempio, ha ricordato Civati, “nell’individuazione delle discariche che diventeranno indispensabili quando partiranno le bonifiche, dovranno avere una dimensione adeguata e forse potrebbero essere tarate sull’autosufficienza territoriale. Ma dobbiamo anche guardare alle nuove tecniche di smaltimento, incentivando la ricerca e la sperimentazione.
Nel video è ben evidente poi l’aspetto privato della vicenda. Il picco di morti di questa incredibile tragedia italiana non è ancora arrivato per Broni ed è atteso per il 2020.

Giuseppe Villani e Pippo Civati, consiglieri regionali Pd

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