Caso Maugeri, occorre andare subito al voto. E la Lega, cosa farà stavolta?

 

La vicenda che ha al centro la Maugeri sembra ormai arrivata al cuore della Regione Lombardia. Formigoni si protesta innocente, ma quanto emerge non è paragonabile a nessun altro caso che ha coinvolto e coinvolge altre Regioni o altri comuni. E quindi il presidente della Regione Lombardia non può dire che se fosse indagato non si dimetterebbe, perché è più che evidente che a pagarne il conto sarebbe l’immagine e la credibilità dell’istituzione regionale. Occorre tornare al voto, ridare la parola agli elettori al più presto. Se non se ne rende conto Formigoni, lo facciano i due partiti che lo sostengono, il Pdl e la Lega.

Siamo molto curiosi di sapere che cosa farà la Lega nei prossimi giorni, a partire da lunedì. Gli uomini di Maroni decidano se continuare a sostenere Formigoni nonostante i gravi scandali oppure prendere atto che è il momento di porre fine a questa legislatura regionale, come noi diciamo da mesi.
È inutile girarci intorno: è la Lega che può  decidere se Formigoni resta o va a casa. I lombardi lo sanno, come sanno che le inchieste di cui si sta parlando riguardano l’assessorato alla sanità, che da sette anni è retto da un assessore leghista. Ricordano anche che quando Alessandro Cè si mise a criticare, da assessore del Carroccio, quanto avveniva attorno alla sanità lombarda, fu scaricato dalla Lega, costretto alle dimissioni ed emarginato dal movimento.

Alessandro Alfieri, vicesegretario regionale PD  e Luca Gaffuri, capogruppo regionale PD 




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