Regione deve rivedere i criteri di costruzione per gli edifici civili, industriali e pubblici

Prima di tutto le risorse. Poi però la Regione deve occuparsi della revisione della carta sismica lombarda, rivedere i criteri di costruzione degli edifici e prevedere l’obbligo del fascicolo di fabbricato soprattutto per gli edifici pubblici.
Oggi siamo stati a Moglia, il paese del mantovano maggiormente colpito, per verificare le condizioni in cui versano le abitazioni, gli edifici pubblici e storici e le attività produttive colpiti dalle continue scosse di assestamento e capire in che modo aiutare le migliaia di persone sfollate dalle proprie abitazioni dichiarate inagibili.

C’è un’assoluta necessità di risorse. Apprezziamo l’interessamento di Regione Lombardia e la solidarietà espressa alle persone colpite dal sisma, ma qui urge un impegno concreto deciso e mirato. Si contano moltissimi danni non solo di natura strutturale alle abitazioni, ma alle attività produttive. Noi faremo la nostra parte fino in fondo, ma ci auguriamo che la Regione intervenga il più tempestivamente possibile, senza indugiare nelle lungaggini burocratiche che puntualmente si riscontrano in questi casi. Avvii, dunque, un iter amministrativo snello e anticipi risorse proprie per far fronte all’emergenza senza aspettare il Governo.

In gravissime difficoltà versa il settore lattiero-caseario, vero motore dell’economia mantovana, i cui danni ammontano a centinaia di milioni di euro. Stamattina abbiamo incontrato i responsabili dei magazzini della latteria sociale di Pegognana : ci hanno spiegato come le scaffalature non abbiano retto alla violenza delle scosse e migliaia di forme di Parmigiano Reggiano si siano pesantemente danneggiate. Facciamo nostro l’appello dei produttori del luogo, ovvero quello di recuperare e portare subito strutture prefabbricate adatte alla conservazione delle forme di formaggio.

Chiediamo la revisione della carta sismica per tutta la Lombardia. Solo 41 comuni, in quattro province, sono in zona 2, cioè quella che prevede obblighi di progettazione antisismica, 238 sono in zona 3, ma la maggioranza, compresi alcuni comuni mantovani colpiti fortemente dal terremoto di questi giorni, sono in zona 4, quella considerata a bassa sismicità e dove i criteri antisismici sono praticamente inesistenti.
Di conseguenza Regione Lombardia deve rivedere i criteri di costruzione per gli edifici civili, industriali e pubblici.
Chiediamo a Formigoni anche di prevedere l’obbligo di un fascicolo di fabbricato, a partire dagli edifici pubblici, che fotografi i criteri edificativi, per agevolare la ricostruzione dello storico della struttura da parte dei tecnici.
Infine, un riferimento alla Protezione civile. Non ne mettiamo certo in dubbio l’efficienza, ma crediamo si possa pensare a un adeguamento alle nuove emergenze, anche rispetto a un eventuale cambiamento dei quadri di riferimento del rischio sismico.

Luca Gaffuri e Giovanni Pavesi, capogruppo e consigliere regionali del Pd

 




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