Welfare integrativo, la Regione deve mettere più risorse

Una sintesi delle riflessioni emerse oggi al convegno sul welfare integrativo

La contrattazione di secondo livello, territoriale ed aziendale dovrà prendere una nuova via. È infatti profondamente cambiato il contesto in cui, oltre 50 anni fa, si sono svolte le contrattazioni che hanno portato ai contratti collettivi.
Il quadro attuale vede l’esigenza di ricalibrare gli strumenti a disposizione delle aziende considerato la scarsità di risorse di questo periodo e la riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni.
Le strade da percorrere possono essere diverse.
- Per quanto riguarda le grandi aziende un’ipotesi è quella di prevedere che l’azienda eroghi contributi mirati ai lavoratori, o tramuti il vecchio concetto di premio aziendale in benefici di altra natura, o ancora conceda particolari permessi per visite mediche o ospedaliere o per impegni familiari in determinati momenti della vita del lavoratore.
- Per le piccole aziende, per le quali la contrattazione integrativa è sempre un problema assai difficile, l’ipotesi è quella di rafforzare la bilateralità e di istituire dei fondi che possano erogare servizi. Le ipotesi al vaglio per la contrattazione di secondo livello sono ancora tante e diverse.
Ogni anno questo tipo di contrattazione diventa più importante e più strategica anche per la crescita e la produttività del Paese, proprio perché va ad integrare lo strumento tradizionale del contratto nazionale e chiama in causa come interlocutori azienda, territorio, distretto. È infatti dentro le aziende, sui territori, all’interno dei distretti produttivi che si misura effettivamente la crescita o la decrescita della produttività.
Le regioni hanno oggi la possibilità di favorire la contrattazione di secondo livello dal punto di vista dei servizi legati al welfare integrativo (asili, servizi sanitari, formazione, ecc…). La proposta di legge della Giunta per lo sviluppo, attualmente in passaggio nelle Commissioni consiliari e a breve in Aula, secondo il Pd, non risponde ai bisogni sia perché non rende disponibili risorse sia perché vuole sostituire agli accordi fra mondo dell’impresa e del lavoro l’imposizione dall’alto della Giunta regionale. Per questo, prima della sua approvazione in Aula, il gruppo del Pd ha annunciato di voler lavorare per contribuire a modificarlo.




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