“Piano Casa”, una legge utile per pochi

Votato il “piano casa” della Regione Lombardia. La Commissione V Infrastrutture e Mobilità ha infatti approvato il progetto di legge regionale “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente” che recepisce le indicazioni del Piano Casa nazionale varato dal precedente governo. Il testo, composto da sedici articoli, modifica la legge urbanistica regionale 12/2005 e nasce con l’intento di rilanciare il settore edile, incentivare il recupero edilizio per evitare ulteriore consumo di suolo e l’housing sociale.

IL TESTO – Dopo quattro mesi di discussione il provvedimento, pronto per essere portato in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, ha subito fino all’ultimo importanti modifiche. In particolare questa mattina è stato cambiato l’articolo 8 che permetteva di rendere abitabili sottotetti costruiti in deroga alle norme regionali. Con la nuova formulazione si torna al dettato, pur generoso, della legge urbanistica vigente con la differenza che sarà consentito costruire immobili fino a un metro e mezzo più alti di quanto previsto dalle norme comunali.
Novità anche per quanto riguarda i parcheggi interrati: l’articolo 9, nonostante le critiche del PD sul rischio idrogeologico, permette di derogare alle norme che limitano l’impermeabilizzazione del suolo per la realizzazione di autorimesse interrate negli stabili realizzati prima del 7 aprile 1989.
Gli elementi positivi sono contenuti nell’articolo 5 che riconosce un premio volumetrico a chi, recuperando immobili esistenti, realizza alloggi per l’affitto a canone moderato convenzionato o residenze universitarie: principio in parte vanificato con gli emendamenti della maggioranza che prevedono un premio volumetrico superiore (35%) a chi realizza immobili di pregio rispetto a chi realizza alloggi a canone moderato e sociale (20%) e che premia in maniera differenziata l’operatore privato rispetto al pubblico.

IL VOTO CONTRARIO – Il PD ha votato contro il progetto di legge. È una legge utile per pochi, anche se meno dannosa rispetto a come era stata presentata dalla Giunta. Restano tutt’ora fortissimi dubbi su punti essenziali dell’articolato. La maggioranza, stamattina, ha fatto un passo indietro sulla questione dei sottotetti, reintroducendo il limite temporale dei cinque anni ma si consente di superare le altezze fino ad un massimo di un metro e mezzo esautorando così i comuni da ogni tipo di controllo sulla crescita del tessuto urbano.
Quanto alla questione dei parcheggi, si tratta di una vera e propria deregulation con pericolose conseguenze sul sistema di smaltimento delle acque piovane dei comuni, ne va della sicurezza stessa dei cittadini che vedrebbero moltiplicarsi casi di esondazione di fiumi come il Seveso.
Un altro articolo molto discusso votato oggi in Commissione è il 15 che prevede che nei comuni sopra i 15000 abitanti siano le giunte comunali ad approvare  e adottare i piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici vigenti e non più, come prevede la 12, i consigli esautorandoli di fatto dalla pianificazione urbana. Se il problema è il rispetto dei tempi di attuazione non si risolverà sicuramente estromettendo i consigli comunali dall’approvazione dei piani attuativi. Così facendo si renderà meno trasparente il procedimento urbanistico rischiando al contrario di allungare i tempi burocratici che la giustizia ordinaria richiede nel caso di un ricorso al Tar.
In tempi di crisi e in mancanza di fondi la legge riconosce un premio volumetrico a chi trasforma edifici esistenti in residenze in affitto a costi contenuti. Nella riscrittura si riduce di molto la portata innovativa della legge: nella formulazione ultima risulta inefficace e introduce una discriminazione tra il privato e il pubblico.
Siamo riusciti comunque a far apportare modifiche importanti al testo. Abbiamo messo a segno due punti importanti: innanzitutto con un nostro emendamento abbiamo corretto l’articolo 4 che consentiva di poter demolire e ricostruire gli edifici senza rispettare il vincolo di sagoma compromettendo l’equilibrio urbanistico delle zone interessate. Con la nuova formulazione si limita la modifica alla sagoma solo se necessari per armonizzare l’edificio con il contesto. Inoltre abbiamo fatto si che gli immobili di terziario in disuso possano essere trasformati in residenza destinando il 20% ad edilizia residenziale sociale: in questo modo si aumenta l’offerta abitativa, senza ulteriore consumo di suolo, risolvendo così un problema di cui Milano risente da sempre, ma soprattutto si offre la possibilità di risanare pezzi importanti della periferia milanese abbandonata a sé stessa.

Franco Mirabelli, consigliere regionale del PD

1 comment

  1. Pingback: Apporvato il piano casa regionale: più deregulation che risposte ai problemi dei cittadini




Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>