Sentenza Eternit, ora sull’amianto nessuno può più scherzare

Una sentenza storica quella del Tribunale di Torino sulla vicenda amianto. Una condanna a 16 anni dei vertici Eternit, ritenuti responsabili della morte di operai e cittadini e di aver proseguito l’attività dopo che l’amianto era stato considerato un pericolo mortale per tutte le persone che ne erano a contatto. Una sentenza che, se ce ne fosse bisogno, ha sancito anche da questo punto di vista che l’amianto è una vera emergenza, che i siti da bonificare vanno davvero considerati con la massima serietà e come priorità sanitarie e ambientali e che nessuno può più nascondersi dietro la questione che mancherebbero i soldi. Mi riferisco principalmente alle istituzioni pubbliche: le Regioni ed il Governo nazionale.
Se un Tribunale è arrivato ad anni di distanza, dopo 30 anni per l’esattezza, ad una sentenza così importante ed al tempo stesso così chiara, è del tutto evidente che su questo tema nessuno può più scherzare e che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.  E’ una sentenza giusta, dunque, importante, ma che porta tanta tristezza, basti pensare al lungo elenco delle vittime che verranno risarcite fatto dal  Giudice mentre leggeva la sentenza.
Tre ore di lettura di un elenco che riguarda persone in carne ed ossa: i lavoratori delle fabbriche che producevano cemento-amianto, i famigliari e le persone vicine a questi lavoratori, i cittadini che entravano in contatto con loro dal punto di vista ambientale.
Nell’Italia moderna, mentre da qualche parte si nega ancora l’esistenza di lavori usuranti e pericolosi, mentre è ancora presente la contraddizione tra l’esigenza di crescere e quella di avere uno sviluppo che sia sostenibile, emerge anche grazie a questa sentenza l’altra faccia del lavoro e dei mestieri che tante persone accettano e svolgono perché non hanno alternative per sé e per le loro famiglie.
Questa sentenza, dopo quella della Tyssen, mette anche in evidenza che proprio grazie all’impegno di questi lavoratori e della grande crescita della coscienza civile, la giustizia italiana comincia a dare concreti segnali a favore della difesa dei diritti.
Sentenze che finalmente non guardano in faccia nessuno, ma che dimostrano con grande imparzialità che esiste anche giuridicamente la volontà di tutelare le parti più deboli.
Nel suo complesso la sentenza sulla Eternit, così come quella sulla Tyssen, mette in evidenza un Paese che cresce e che vuole risolvere i suoi problemi sanitari e ambientali.
Un Paese dove si può vivere appunto senza attività produttive profondamente nocive; un Paese che non vuole la distruzione del territorio e che aspira ad avere aria e acqua pulita, gestita in modo pubblico; un Paese che non vuole il nucleare e mette la Persona al centro dello sviluppo possibile.
Questo il contesto generale e queste le nostre tre proposte, avanzate in Regione Lombardia:
1)      Approvazione rapida della Legge sull’amianto, conclusione della bonifica della Fibronit di Broni, rimozione dell’amianto entro il 2016 come previsto dalla legge del 2002;
2)      Strutture sanitarie adeguate per la prevenzione, per la cura e per l’accompagnamento delle persone colpite;
3)      Smaltimento dell’amianto secondo il criterio dell’autosufficienza con tutte le certificate garanzie per i territori con soluzioni larghissimamente condivise con le popolazioni, i Comuni e le istituzioni del territorio.
Già nei prossimi giorni solleciterò insieme ad altri colleghi il percorso del Consiglio Regionale per la definizione delle fonti di finanziamento di Regione e Ministero dell’Ambiente, che dovranno essere individuate davvero in pochissimo tempo.

Giuseppe Villani, Consigliere regionale Gruppo Pd Lombardia

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