La Lega vuole dare un giro di vite alle attività gestite da stranieri, noi diciamo NO

Con un rapido blitz è stata approvata in poco più di mezz’ora in Commissione Attività Produttive la legge Harlem che dovrà regolamentare il commercio etnico in Lombardia, fortemente voluta dalla Lega Nord e ferma da mesi per contrasti interni alla maggioranza.
È tornata ora d’attualità solo perché è una delle condizioni che il Carroccio ha posto al PDL in questa fase di scontro, per poter far passare nella stessa seduta di Aula, già calendarizzata per settimana prossima, la legge sul Fattore Famiglia. Noi non ci stiamo, abbiamo espresso un voto e un parere fortemente contrario, sia nel metodo sopracitato, che nel merito. Infatti è evidente che questa normativa è per molti versi in contrasto con le leggi nazionali e con i recenti decreti “salva Italia”, “crescitalia” e quello sulle semplificazioni e quindi comunque impugnabile. Tra l’altro, in un momento di crisi come quello attuale, la legge non era certo tra le priorità del settore del commercio che già vive grandi difficoltà.
Il provvedimento appena approvato sul settore del commercio, noto appunto come legge Harlem, ha subìto diverse modifiche dalla sua prima versione di sei mesi fa e mira a dare un giro di vite alle attività gestite da stranieri, con il proposito di evitare la formazione di quartieri “ghetto” e la concentrazione di negozi etnici, delegando la programmazione ai comuni.

Per questo martedì prossimo in Consiglio regionale daremo battaglia con ordini del giorno ed emendamenti.

Arianna Cavicchioli, consigliere regionale Pd




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