Lega e PDL provano a ricompattarsi sulla legge che ostacola i negozi “etnici”

Se a Roma si discute di liberalizzazioni e di semplificazioni, al Pirellone si discute invece di come ostacolare l’insediamento di negozi “etnici”, dai kebab ai negozi condotti da stranieri. Tutto ciò mentre la Lombardia si appresta ad accogliere espositori di ogni nazionalità che, durante Expo 2015, si confronteranno sui temi della nutrizione.
L’oggetto di discussione è il progetto di legge regionale sul commercio, noto come “legge Harlem”, depositato oggi in commissione nella sua ultima versione e pronto, secondo le intenzioni di PDL e Lega, ad essere approvato dalla commissione lunedì prossimo. Fermo per mesi, il progetto di legge viene quindi rivitalizzato con un’accelerazione notevole: molti emendamenti riscrivono interamente il testo, mentre alcuni articoli sono abrogati.
Quella della Lega è solo una legge bandiera, da spendere sul piano della propaganda. Torna ora d’attualità solo perché è una delle condizioni che il Carroccio pone al PDL in questa fase di scontro all’interno della maggioranza. Ma da quando il testo fu proposto nella prima versione sono stati approvati la manovra correttiva d’agosto del governo Berlusconi, i decreti “salva Italia” e “crescitalia”, poi convertiti in legge, e quello sulle semplificazioni, che cambiano completamente lo scenario. È evidente che questa normativa è per molti versi in contrasto con le leggi nazionali e comunque impugnabile, ma questo a Lega e PDL chiaramente non importa.

Arianna Cavicchioli, consigliera regionale PD e componente della commissione attività produttive




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