Smog, la Lombardia sta soffocando. La Regione deve intervenire

La Lombardia sta soffocando: il Pm10 ha raggiunto valori insostenibili. In alcune zone la concentrazione di polveri sottili è pari a 5 volte il limite. Chiediamo che Regione Lombardia predisponga misure urgenti e scelga una strategia per le prossime settimane. Gli enti locali, come il Comune di Milano, stanno facendo la loro parte. Ma da soli non possono fare molto.
I dati dell’Arpa parlano chiaro: da lunedì 16 gennaio, giorno in cui ha preso avvio l’Area C a Milano, le polveri sono cresciute in tutta la Lombardia: ad Arese si è passati dagli 83 microgrammi per metro cubo di domenica 15 gennaio ai 222 di mercoledì 18, passando per i 90 di lunedì e i 134 di martedì. A Meda, dagli 86 di domenica si è saliti a 126 lunedì, diventati 130 martedì e addirittura 255 mercoledì.
Lo stesso dicasi per Monza (l’escalation è stata da 104 a 142 mg/mc), Varese (dai 53 di domenica ai 136 di mercoledì), Como (62 domenica e 160 mercoledì), Brescia (87 domenica e 156 mercoledì) e persino Lecco, anche se su valori diversi e più contenuti (domenica era ferma a 36 mg/mc e mercoledì è arrivata a una punta di 97).
Questo ci dice che il problema riguarda tutta la regione. Il Pm10 è aumentato ovunque, a Milano come a Como o a Monza. Ciò significa che il tema dell’aria, dell’inquinamento, della presenza di smog a livelli spesso intollerabili non solo accomuna tutti i territori lombardi, ma è una priorità che richiede una regia regionale.
Prova ne è anche il recente fenomeno della neve chimica che è stato segnalato più spesso fuori città che dentro i bastioni dove si sta tentando una strada per una soluzione ottimale.

Arianna Cavicchioli, consigliere regionale del Pd




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