Iniziative per la legalità, la Regione esclude Libera. Inaccettabile!

Il logo dell'associazione Libera

Quando in Consiglio regionale della Lombardia si discusse la legge sul contrasto alla criminalità, l’8 febbraio del 2011, l’assessore Romano La Russa presentò un emendamento per escludere Libera, la nota associazione antimafia, dai beneficiari dei contributi regionali. Tra le dure proteste delle opposizioni l’emendamento fu ritirato.
Ma nel primo bando riferito a quella legge, che riguarda iniziative di contrasto alle truffe agli anziani, arrivato oggi all’attenzione della commissione affari istituzionali, Libera è esclusa. Nei criteri per accedervi, infatti, è introdotta l’iscrizione all’albo regionale delle associazioni, mentre Libera è un’associazione di carattere nazionale. Un pericoloso precedente, che potrebbe determinare l’esclusione di Libera da tutti i bandi relativi alla stessa legge.
L’assessorato di La Russa ha introdotto un criterio che nella legge non c’è. Si è voluto escludere per ragioni politiche, usando una furbizia, un’associazione che combatte da anni contro le mafie. E si è introdotto un precedente, che apre la strada dell’esclusione dell’associazione dai prossimi bandi per le iniziative di sensibilizzazione contro la criminalità organizzata. La Russa in Aula era stato esplicito nell’attaccare Libera e ora, scrivendo il bando, ha dato seguito al suo intento. Per noi è inaccettabile.

Franco Mirabelli e Carlo Borghetti, consiglieri regionali PD




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