Via il listino: la Lombardia deve approvare la legge elettorale entro marzo

“Egregio Presidente, quale garante della programmazione e dell’efficienza delle attività dell’Assemblea, Le scriviamo per sollecitare l’urgente discussione in Consiglio in merito a una nuova legge regionale elettorale”. Inizia così la lettera inviata oggi, giovedì 12 gennaio 2012, a Davide Boni, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, dai gruppi di opposizione.
Luca Gaffuri, Pd, Stefano Zamponi, Idv, Chiara Cremonesi, Sinistra ecologia e libertà, Gianmarco Quadrini, Udc, e Filippo Penati, Gruppo Misto, aggiungono che “stante la potestà che l’articolo 122 della Costituzione, novellato nel 2001, attribuisce alla Regione in materia, non si può attendere ulteriormente a superare limiti e difetti della normativa statale che ancora regola il processo elettorale regionale in Lombardia”.
Qual è il motivo di questa richiesta? “Per evitare che si ripetano fatti simili a quelli registrati in occasione delle consultazioni del 2010 e per restituire ai cittadini la designazione effettiva di tutti i componenti del Consiglio regionale – scrivono le opposizioni –, riteniamo che la nuova legge elettorale debba escludere la previsione del cosiddetto ‘listino del Presidente’, assicurando in forme migliori delle attuali la formazione di maggioranze stabili, e debba innovare in termini di semplificazione e rafforzata garanzia le modalità di presentazione delle liste concorrenti. L’adozione di una nuova legge elettorale è inoltre indispensabile al fine di recepire nell’ordinamento regionale il principio fissato dalla legge 165/2004 di non immediata eleggibilità del Presidente dopo il secondo mandato consecutivo; occorre altresì eliminare la possibilità di superare il tetto massimo di 80 consiglieri eletti, come verificatosi nella VI legislatura (1995-2000)”.
E per quanto riguarda i caratteri di rappresentanza, secondo Gaffuri, Zamponi, Cremonesi, Quadrini e Penati è necessario garantire che “ogni territorio provinciale della Lombardia esprima almeno un membro del Consiglio regionale” e che si prevedano “modalità adeguate a realizzare pari accesso di donne e uomini alle liste di candidati”.
I tempi sono stretti per l’opposizione di Regione Lombardia: “Una nuova disciplina elettorale regionale ha carattere impellente e la discussione deve svolgersi il prima possibile”, con l’approvazione entro il primo trimestre del 2012.




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