Tempo di bilanci personali e regionali

Ciascuno, di questi tempi, complici le festività di fine anno, si guarda indietro per capire come ha vissuto un 2011 tutt’altro che facile. La Regione è stata chiamata a guardare avanti per definire come sarà il suo 2012.
Non servono molte parole per il bilancio personale, affidato a ciascuno di noi. Vale però la pena sottolineare come il 2011 sia stato un anno economicamente e socialmente molto difficile, come dimostrano le tante crisi aziendali che tutt’ora stringono d’assedio molte famiglie lombarde. Ci siamo anche accorti che troppe cicale ciarliere ci hanno portato in politica ed economia sull’orlo di un precipizio che stiamo tentando di evitare affidando le sorti del Paese a un governo ch e ha il compito di proporre misure che i partiti che sono stati al governo nel 2011 non sono stati in grado di immaginare e sostenere.
A livello regionale, il 2011 ha proposto una lunghissima fila di crisi aziendali, varie vicende legate ad indagini della magistratura che hanno toccato maggioranza e opposizione e una sensazione piuttosto netta: la situazione economica e politica è stagnante e un bilancio fatto solo di spese obbligatorie è lì a dimostrarlo. E, a quanto si evince dalla finanziaria appena approvata in Consiglio, il 2012 non si presenterà molto diverso.
Che cosa augurarsi allora per l’ormai prossimo nuovo anno?
Ben sapendo che a livello economico e sociale ci aspettano mesi difficili, ci auguriamo che possa avvenire un passaggio che sembra di poco conto, ma potrebbe essere davvero rivoluzionario: ci piacerebbe si passasse dall’”io” al “noi”.
La sensazione è che troppo spesso, negli ultimi tempi, ciascuno si sia preoccupato più di difendere quanto ha avuto la bravura o la fortuna di accumulare (a livello economico, ma anche politico) che di far sì che quello che potremmo definire capitale individuale diventasse capitale sociale condiviso.
La Lombardia ha conosciuto momenti storici in cui la dimensione comunitaria le ha consentito di superare situazioni di enorme difficoltà. Gli ultimi anni, e il 2011 non ha fatto eccezione, sono stati caratterizzati da un progressivo ripiegamento su un privato che si è sempre più connotato secondo gli schemi di uno sterile individualismo. E’ una valutazione necessariamente superficiale, che meriterebbe ben altro approfondimento, ma che ci pare calzi a pennello anche per una politica che rischia di veder prevalere gli interessi personali o di gruppo dimenticando che il suo obiettivo, se vuole essere credibile, non può che essere quello di costruire politiche capaci di rafforzare i legami sociali e di costruire opportunità per tutti. Per questo serve un cambio di passo anche in Regione Lombardia.
Passare dall’”io” al “noi” significa anche tentare di restituire credibilità a istituzioni che talvolta (le vicende giudiziarie lo testimoniano drammaticamente) sembrano essere usate più per vantaggi personali che per promuovere condizioni in cui tutti possano trovare una risposta alle proprie domande di vita.
Vi auguriamo, dunque, di passare un sereno Natale in cui riscoprire personalmente la bellezza dello stare assieme e di poter vivere un 2012 in cui si possano sperimentare i primi passi di uscita dalla crisi. A una condizione: che lo si faccia assieme e tentando di non lasciare indietro nessuno.






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