Cava di Cappella Cantone, una storia lunga

La lunga storia della cava di Cappella Cantone che doveva essere trasformata in discarica di amianto e che sta alla base delle indagini che oggi hanno portato agli arresti eccellenti. Una battaglia che il Partito democratico, sul territorio e in Consiglio regionale, ha sempre portato avanti.

Nell’agosto del 2007 viene avviata la procedura per l’autorizzazione di una nuova discarica di rifiuti contenenti amianto da realizzare in località Retorto, nel Comune di Cappella Cantone. Il proponente è la società Cave Nord Srl e l’estensore dello studio risulta l’azienda agricola Faccioli Marco & C. Sas.
L’esame istruttorio si completa il 28 ottobre del 2009 con la pronuncia di compatibilità ambientale tramite Provvedimento autorizzativo n. 11029 della Direzione generale territorio e urbanistica di Regione Lombardia che raccoglie i passaggi amministrativi previsti (Studio di impatto ambientale, sopralluogo e riunione di concertazione dei pareri degli enti del 20 maggio 2009 e dell’11 settembre 2009).
Nel 2008 la Provincia di Cremona, guidata da Giuseppe Torchio, presidente di centrosinistra, dichiara da subito la propria contrarietà alla richiesta, in quanto il sito si presta piuttosto a una riqualificazione per il fatto che sull’area erano state realizzate attività di cava e che quindi necessitavano di ripristino ambientale. Emergono anche problemi di distanze del sito da altre preesistenze da tutelare. Quindi la richiesta di Cave Nord è da subito messa fortemente in discussione.
Tra il 2008 e il 2009 però Regione Lombardia vuole imporre la discarica e la Provincia viene commissariata perché non intende approvare un Piano di gestione dei rifiuti in cui vi sia il sito di Cappella Cantone. Dopo le elezioni, con la nuova Giunta provinciale di centrodestra, una delle prime operazioni fatte da Regione Lombardia è quella di nominare il nuovo presidente della Provincia di Cremona, Massimiliano Salini, commissario ad acta per l’attuazione delle norme che Regione Lombardia intende inserire nel Piano rifiuti e che possono consentire l’autorizzazione alla discarica. E così avviene.

Successivamente però viene verificato il non rispetto delle soglie di sicurezza di falda previste dal progetto. Lo sottolineano i controlli di Arpa Lombardia che, nell’ottobre 2010, riconosce la veridicità delle preoccupazioni.La Regione invia alla ditta Cave Nord un preavviso di diniego dell’autorizzazione.
Segue un primo aggiornamento progettuale prodotto dalla ditta e che viene protocollato il 3 settembre 2010, cui ne seguono altri 2: il 26 novembre 2010 e il 13 settembre 2011. Gli aggiornamenti servono a riprofilare la discarica e a diminuire la capienza complessiva a meno di 400 mila metri cubi di rifiuto di amianto.
Rimane però alto il livello di preoccupazione perché nei fatti quella di Cappella Cantone è una sorta di discarica galleggiante su un terreno che si trova ad una soglia inferiore di 1,40 metri rispetto alla soglia di sicurezza. Tant’è che il decreto autorizzativo riporta 64 prescrizioni alla ditta.
Durante la fase istruttoria si tengono inoltre presso la Direzione di Regione Lombardia le seguenti conferenze di servizi: la prima Conferenza di Servizi il 29 luglio 2010; la seconda Conferenza di Servizi il 9 giugno 2011; la terza Conferenza decisoria il 5 settembre 2011.
In data 26 settembre 2011 viene emesso il Decreto n. 8614 della Direzione generale Territorio e Urbanistica che ha come oggetto l’Autorizzazione integrata ambientale (la cosiddetta Aia) rilasciata alla ditta Cave Nord.

Va ricordato che nel corso della Conferenza decisoria la Provincia di Cremona illustra una propria delibera (assunta lo stesso giorno della Conferenza) che chiede l’avvio di un tavolo di confronto per l’individuazione di altre ipotesi di soluzione allo smaltimento di amianto e non esprime assenso all’autorizzazione. Inoltre i Comuni di San Bassano, Castelleone, Romanengo, Soresina e Montodine hanno già espresso la loro contrarietà e una serie di osservazioni nella precedente Conferenza di servizi. Solo il Comune di Cappella Cantone si esprime favorevolmente.
Il 15 agosto 2011, quindi molto prima del Decreto e pochi giorni dopo la Conferenza di servizi di giugno, il Pd presenta una mozione in Consiglio regionale che richiama l’impegno preso dal Consiglio regionale in data 24 marzo 2009 con delibera VIII/0830 “Mozione concernente l’impegno della Giunta regionale di proporre un progetto di legge di modifica dell’attuale ordinamento in materia di rifiuti speciali”, e che proprio partendo dal casus belli di Cappella Cantone impegnava la Giunta regionale a proporre un progetto di legge di modifica dell’attuale ordinamento in materia di rifiuti speciali, introducendo una sostanziale pianificazione pubblica anche per i rifiuti speciali e definendo al contempo le distinte competenze in materia di pianificazione fra Province e Regione.
La mozione rivista prima del Consiglio regionale dell’ottobre 2011, chiede, alla luce della situazione ambientale esistente e alla inadeguatezza dei requisiti di soglia di sicurezza previsti dalla normativa vigente, di sospendere la richiesta di autorizzazione avanzata da Cave Nord sul sito di Cappella Cantone e il successivo Decreto di Autorizzazione integrata ambientale del 26 settembre 2011, e di avviare un tavolo di confronto.
La mozione del Pd viene discussa in Consiglio regionale il 18 ottobre 2011 e viene ritirata prima della votazione a seguito dell’impegno dell’assessore all’Urbanistica Belotti ad aprire un tavolo di confronto con gli enti locali e la ditta. La stessa Cave Nord, il giorno seguente, convoca una conferenza stampa a Cremona per negare la propria disponibilità a partecipare al Tavolo di confronto.
Il resto è cronaca di oggi.

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