Costi della politica, dalla nostra proposta alla legge: risparmi da subito per un milione di euro l’anno

Esattamente centosessantuno giorni dopo la presentazione del nostro progetto di legge l’abolizione dei vitalizi e il taglio dei costi della politica saranno sanciti dal Consiglio regionale della Lombardia. Per un gruppo di opposizione è un grande risultato, raggiunto con un positivo lavoro condiviso che fa onore a tutto il Consiglio e ai gruppi consigliari.
Proprio questa mattina le commissioni congiunte Bilancio e Affari istituzionali hanno apporvato il progetto di legge per la riduzione dei costi della politica. La norma ha dunque compiuto il primo istituzionale e sarà discussa e votata definitivamente in Aula il 6 dicembre prossimo.
Bene dunque il lavoro compiuto sino a qui. A nostro parere occorre compiere ancora un ultimo passo: sosterremo in Consiglio che un gesto va compiuto anche sui vitalizi che si stanno già erogando attraverso uno specifico contributo e riproporremo anche l’idea di un progressivo innalzamento a 65 anni dell’età per poter accedere al vecchio vitalizio per i consiglieri che ancora ne hanno diritto.
Nella Legge votata oggi in commissione ci sono le novità che abbiamo sostenuto: l’abolizione dei vitalizi, il taglio delle indennità e la forte riduzione del trattamento di fine mandato, che alla fine si è deciso unanimemente di cancellare del tutto. C’è qualcosa in più, con le modifiche apportate in commissione, come il maggior prelievo per chi sarà assente alle sedute di Consiglio e di Commissione e l’abolizione totale anche dei rimborsi per i viaggi fuori regione.
Con queste norme ci sarà da subito un risparmio di un milione di euro l’anno, tra riduzione delle indennità e taglio dei viaggi. Il sistema dei vitalizi grava invece sulle casse del Consiglio per 4,5 milioni di euro e tendenzialmente questo costo andrà ad azzerarsi.
Il progetto di legge approvato in commissione stabilisce l’abolizione dei vitalizi e del trattamento di fine mandato, il taglio del 10% delle indennità dei consiglieri dal primo gennaio 2012 e l’uso dei parametri Istat per aggiornare le retribuzioni oggi agganciate a quelle dei parlamentari. È stato approvato poi un emendamento che aumenta la trattenuta sulla diaria per ogni seduta mancata dal singolo consigliere (da 1/18 a 1/12).


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