San Raffaele, a questo punto serve una commissione d’inchiesta

La gravità e la complessità dei fatti su cui la magistratura sta indagando meritano l’istituzione di una commissione d’inchiesta da parte del Consiglio regionale. Abbiamo fino ad oggi percorso le vie ordinarie, ma abbiamo ricevuto risposte vaghe alle nostre interrogazioni e non abbiamo ottenuto l’audizione in commissione del board che avevamo richiesto oltre un mese e mezzo fa. Ora chiediamo l’istituzione di uno strumento straordinario com’è, appunto, la commissione d’inchiesta.
Il San Raffaele era fino a pochi mesi fa considerato la punta di diamante del sistema sanitario privato lombardo e la sua caduta, con il concordato preventivo per evitare la bancarotta, è già di per sé un evento impressionante. Ma ora la magistratura è giunta ad indagare un sistema di relazioni e di potere che sarebbe responsabile dell’affossamento del San Raffaele, e in questo ambito sono state effettuate perquisizioni anche negli uffici della Regione, in particolar modo nelle stanze di un dirigente che, tra le deleghe, detiene quella alle “sperimentazioni gestionali e collaborazioni fra soggetti pubblici e privati”. È evidente che Formigoni non può continuare a tacere, e dovrebbe almeno spiegare cosa ha portato gli inquirenti ad indagare all’interno dell’assessorato regionale.

Gian Antonio Girelli e Sara Valmaggi, sugli ultimi sviluppi dell’inchiesta sul San Raffaele




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