Unioni dei piccoli comuni, la Regione ricorre contro il Governo

Si apre uno spiraglio per i piccoli comuni lombardi, costretti da un articolo dell’ultima manovra correttiva a costituire unioni o convenzioni di comuni di almeno cinquemila o diecimila abitanti (a seconda che si tratti di comuni sotto i mille abitanti o tra mille e cinquemila) senza tener conto dell’omogeneità territoriale.
La novità è che ieri, dopo l’impegno assunto in Consiglio sulla spinta di una mozione del PD, la giunta regionale ha deciso di ricorrere alla Consulta contro la decisione del Governo Berlusconi, in particolar modo contro l’articolo 16 del decreto legge n. 138, convertito in legge nel mese di settembre. Non solo, la Regione, come ha spiegato oggi in Aula l’assessore alla semplificazione Carlo Maccari, si impegna anche a presentare nel collegato ordinamentale, in discussione durante la sessione di bilancio, una norma che riduca i limiti demografici nel rispetto di criteri di omogeneità territoriale e che preveda fasce differenziate per i comuni montani.
Il ricorso, presentato all’ultimo momento nell’ordine del giorno della seduta di Giunta dello scorso mercoledì è stata approvato solo ieri, durante una seduta straordinaria dedicata solo a questo punto.
C’è stato un tentativo di ostruzionismo da parte della Lega, a cui appartiene la paternità a livello nazionale della norma, scritta dal ministro Calderoli. Il Governo ha scritto una norma contraddittoria e controproducente che è inapplicabile e che fa saltare le unioni dei comuni esistenti, per le quali erano state investite risorse pubbliche che andrebbero sprecate. È sbagliato anche estendere ai centri sotto i cinquemila abitanti, già oggetto di pesanti tagli, la camicia di forza del patto di stabilità. Siamo soddisfatti che la Regione abbia deciso di impugnare l’articolo 16, come peraltro avevamo noi per primi sostenuto in Consiglio regionale a metà ottobre. Ora si lavori insieme per approvare entro dicembre una nuova norma che abbassi i limiti demografici, che favorisca realmente l’unione dei piccoli comuni e garantisca efficienza e qualità dei servizi alle nostre comunità locali.

Alessandro Alfieri, consigliere regionale Pd

1 comment

  1. Più coraggio,il mio partito deve fare il possibile x le aggregazione dei piccoli comuni in comuni unico,il legislatore deve darci una mano a noi sindaci altrimenti prevarrà i piccoli egoismi che non portano da nessuna parte dei campanilismi ….più coraggio.




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