Crocifisso in Regione: Lega e Pdl strumentalizzano il simbolo. Noi non ci stiamo

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi il progetto di legge della Lega sull’esposizione del crocifisso negli immobili regionali. Noi, al momento del voto, siamo usciti dall’Aula a segnare la netta contrarietà a una visione strumentale di un simbolo altamente religioso.
All’inzio della discussione abbiamo proposto di votare una pregiudiziale contro la legittimità costituzionale dei consigli regionali a legiferare sul tema. Bocciata, però, a maggioranza. Quindi, dopo una lunga discussione sul significato, per gli uni e per gli altri, del crocefisso, ha deciso di abbandonare l’Aula.

Non si fa politica con il crocifisso. Ben venga il crocifisso e la sua presenza, ma non la sua strumentalizzazione, come sta facendo la Lega, e men che meno qualsiasi obbligo riguardo la sua esposizione. Il Carroccio e il Pdl non hanno colto la differenza tra la facoltà di esporre e l’obbligo di farlo. Le sentenze delle varie corti italiane ed europee sono intervenute in merito alla richiesta di togliere il crocifisso e non riguardo la possibilità di imporre per legge la sua esposizione. Contesto anche lo strumento usato.  Non bastava un regolamento? Non era sufficiente una circolare? Nessuno mi toglie il sospetto che si sia voluto utilizzare uno strumento forte per marcare meglio il territorio e l’identità. Ma il crocifisso non può essere utilizzato come simbolo esclusivamente identitario e non può neppure essere imposto a qualcuno.

A dimostrazione che il Gruppo del Pd era compatto contro l’uso che il partito di Bossi sta facendo dell’argomento, è intervenuto in dichiarazione di voto il consigliere Franco Mirabelli. Non ci creerà certo disagio vedere il crocefisso sui muri del nostro palazzo, ma è il metodo con cui la Lega lo impone che non ci piace, che è assolutamente strumentale e inaccettabile tanto per i laici quanto per i cattolici. E dimostra come non ci sia alcuna coerenza tra chi dovrebbe accogliere e chi vuol cacciare gli immigrati, tra chi tollera comportamenti moralmente inaccettabili dai propri rappresentanti e chi si lava la coscienza con il crocefisso.

La Lega esulta per aver ottenuto l’approvazione dell’obbligo dell’esposizione del crocifisso, il Pdl osserva tra il compiaciuto e l’imbarazzato. Le minoranze hanno scelto di abbandonare l’Aula e di non partecipare al voto per marcare il dissenso nei confronti di un provvedimento largamente strumentale. Pare difficile accettare lezioni sul crocifisso da chi, come la Lega, nella sua storia ha spesso dileggiato i valori cristiani e nel suo agire politico utilizza costantemente temi lontani anni luce dal Vangelo. Prova ne sia il fatto che il consigliere leghista promotore della legge non ha visto l’ora di farsi fotografare con in braccio il crocefisso che intende far esporre al Pirellone.


Franco Mirabelli e Fabio Pizzul




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