Il caso “auto blu” e la nostra astensione sulla mozione Idv. Vi spieghiamo perché

Dopo gli articoli apparsi oggi sui principali quotidiani (ad esempio su Repubblica), vorremo precisare un paio di questioni a proposito della votazione sulla mozione dell’Italia dei Valori, ieri in Consiglio regionale, relativa all’indennizzo per i componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che rinunciano all’auto di servizio

In questo difficile momento ogni voce dei bilanci pubblici diventa occasione per gridare allo spreco e additare tutti i politici, di ogni schieramento, a prescindere dalle loro proposte e dalle loro azioni.
Il Partito democratico è stato il primo, in Consiglio regionale, a presentare un progetto di legge per ridurre le indennità ai consiglieri regionali, per riformare i trattamenti di fine mandato e per cancellare i vitalizi. Ne è seguito un dibattito, dopo sono state depositate due proposte di Lega e Pdl e si è infine arrivati in queste settimane ad istituire un comitato che sta lavorando per arrivare entro fine anno ad una proposta condivisa.
Abbiamo proposto in Aula, proprio ieri, che si discutesse anche delle auto di servizio nel comitato, che è la sede più corretta per affrontare questa materia. Lo ribadiamo oggi: siamo pronti a discuterne in quella sede e a sostenere il superamento del sistema di attribuzione dell’auto di servizio in uso alla giunta regionale e all’ufficio di presidenza del Consiglio.
L’Italia dei Valori, di cui ancora si attende di conoscere il progetto di legge sulla riduzione dei costi della politica, ha preferito ieri insistere su una mozione che non avrebbe cancellato l’indennizzo, ma avrebbe solamente ristabilito le dotazioni in vigore prima dello scorso gennaio, e per il solo ufficio di presidenza del Consiglio. L’IDV ha preferito un solismo sterile, ma molto mediatico all’ottenimento di un risultato concreto.
Occorre comunque dire che dal 2005 ad oggi il bilancio del Consiglio regionale, con il nostro consenso e il nostro concorso, ha contratto le spese per oltre 21 milioni, con una riduzione pari al 23%. È certo che si possa sempre fare di meglio, ma anche questo dato merita di essere letto.

Il capogruppo Luca Gaffuri e i consiglieri regionali del PD

5 comments

  1. L’IDV preferisce un solismo sterile (complimenti per l’orrido neologismo, sembra coniato da Di Pietro), noi invece preferiamo passare per difensori dei privilegi o (astensione) per quelli che non sanno da che parte stare. E prendere noi l’iniziativa di una mozione, no eh, non ci viene neanche in mente. Sempre farsi dettare l’agenda dagli altri, per rimanere spiazzati.

  2. Sembra di avere a che fare con un partito tanto riflessivo quanto lento e mediocre nel leggere e promuovere una politica all’altezza dei nostri tempi. Ridurre i costi della politica è necessario come è necessario riformare l’organizzazione dello Stato. Ma vi sembra degno che una regione Lombardia finanzi la sagra di un qualsiasi paesello. Riformare la spesa per riformare la politica. Un po’ di coraggio signori, un po di tenacia; oppure pensate di fare quel mestiere per tutta la vita. Se è così capiamo molte cose.

  3. Daniele De Salvo 20 ottobre 2011 at 18:56 -

    In attesa che la questione venisse trattata nelle “sedi opportune” si poteva approfittare dell’occasione per tornare alle dotazioni precedenti. Era pur sempre un inizio. Invece noi del PD per tendere all’ottimo perdiamo le occasioni per ottenere almeno il meno peggio o addirittura il megio. E la gente non ci vota. I cittadini non ne possono più dei politci, di destra, di sinistra, di centro. O ci diamo una mossa o veniamo sempre accomunati agli altri partiti, a volte mi sorge il dubbio che il motivo sia perchè in fondo siamo come gli altri e questo genere di scelte lo conferma. Se non ci differenziamo, non cominciamo a prendere seriamente in considerazioni i malumori delle persone e non la smettiamo di perderci in sofismi nemmeno ora che che gli “avversari” sono in crisi riusciremo a vincere. E la colpa non è degli elettori che non ci vogliono, ma nostra che non ci facciamo volere dagli elettori.

  4. Concordo con Daniele De Salvo.
    Scegliendo l’astensione avete dato l’impressione di essere contro i tagli.




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