Salviamo i servizi al territorio e la qualità della scuola lombarda

Una delegazione del Gruppo regionale del Partito democratico ha incontrato questa mattina a Milano il direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio. Nella riunione è stato affrontato il tema della riorganizzazione degli uffici scolastici regionali che, come noto, rischia anche di portare a pesanti tagli, ad esempio nelle province di Lodi e di Sondrio dove si parla da tempo di chiudere la sede dell’ufficio scolastico territoriale.
Erano presenti i consiglieri Fabio Pizzul per la provincia di Milano, Fabrizio Santantonio, lodigiano, Gianantonio Girelli, bresciano, Agostino Alloni, cremonese.
Gli esponenti del Pd hanno chiesto a Colosio di conoscere i termini della questione a tutto tondo e quali proposte vengano dall’Ufficio scolastico regionale. Il dirigente ha fatto sapere che il decreto ministeriale concernente la riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione apporta una riduzione del 10% dei dirigenti degli uffici e delle relative dotazioni organiche. Praticamente, in Lombardia si passerebbe da 21 a 17 sedi.
Il ruolo degli uffici scolastici provinciali è particolarmente delicato, visto che in Lombardia – su una popolazione di un milione e mezzo di studenti, università escluse – devono gestire 145mila insegnanti, di cui 30mila precari con contratti annuali.
«L’idea del dirigente Colosio per affrontare la nuova situazione – commentano Pizzul e Santantonio, ricordando quanto emerso dall’incontro – è di proporre una ristrutturazione generale per un nuovo assetto dei servizi amministrativi della scuola lombarda. L’obiettivo è di ottimizzare gli uffici senza penalizzare i territori, utilizzando gli Ster, le sedi territoriali di Regione Lombardia, e questo porterebbe a un significativo risparmio dei costi di gestione. Colosio cerca una soluzione per non togliere i servizi al territorio, mantenendo gli uffici scolastici e diminuendo i costi».
Il risparmio sarebbe tale da salvare i servizi territoriali delle varie province e da garantire un modello organizzativo che permetterebbe alla scuola lombarda quell’autonomia già prevista dalla legge Bassanini e mai attuata compiutamente. «Un’autonomia che porterebbe molte più risorse di quante oggi arrivano nella nostra regione, frutto di un riparto nazionale che non tiene in considerazione i numeri straordinari per quantità e qualità della scuola lombarda. Numeri che sono elemento indispensabile per una regione che vuole definirsi moderna e competitiva», aggiungono Pizzul e Santantonio.
La risposta del Pd a Colosio non si è fatta attendere. Pizzul e Santantonio dichiarano, in particolare: «Ci pare interessante il possibile utilizzo dei cosiddetti Pirellini che porterebbe a riunire in questi nuovi uffici anche le competenze e le funzioni in materia scolastica di Provincie e Regione, dando avvio a un nuovo modello organizzativo territoriale».
«La Regione – concludono gli esponenti Pd – deve affiancare con un’iniziativa politica forte la nuova ipotesi di organizzazione regionale che metterebbe la Lombardia nella condizione di valorizzare l’autonomia della scuola lombarda, riconosciuta e mai attuata dalla legge regionale 19, e di mantenere alto il livello dell’offerta formativa».  Come primo passo, Pizzul e Santantonio fanno sapere che è stata chiesta l’audizione del direttore regionale Colosio in VII Commissione Istruzione e formazione professionale.




Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>