Politica e affari: colpa della Lega se il Consiglio non è giunto a un impegno comune

«Il Consiglio avrebbe potuto discutere serenamente e produttivamente delle degenerazioni dei rapporti tra politica e imprese, ma l’atteggiamento del tutto strumentale della Lega lo ha impedito». Così il capogruppo del PD Luca Gaffuri commenta il mancato esito della seduta odierna del Consiglio regionale, in cui si è discusso delle questioni relative, appunto, ai “rischi di degenerazione del sistema di rapporti tra politiche, imprese e mondo cooperativistico”.
«Noi – aggiunge Gaffuri – avremmo voluto che si arrivasse ad un voto largo, se non unanime, su un documento che contenesse tre impegni: che chi è interessato da inchieste della magistratura abbandoni gli incarichi negli organi di rappresentanza del Consiglio, che si approvi presto una nuova legge sulle nomine in favore della trasparenza e della separazione tra decisione politica e gestione amministrativa, e che si scriva un codice di comportamento per i consiglieri regionali. L’atteggiamento della Lega, velenoso e strumentale, è stato stigmatizzato anche dal PDL, che si è rifiutato di votare un documento presentato dal Carroccio».
Intervenendo in Aula, durante il dibattito, il consigliere regionale Franco Mirabelli, dopo aver ribadito che «il PD attende con fiducia l’esito delle inchieste» e dopo aver rimarcato che «Filippo Penati ha fatto un passo indietro, dimettendosi da vicepresidente del Consiglio regionale, cosa che altri non hanno ritenuto di fare» ha duramente stigmatizzato le accuse della Lega: «è inaccettabile che si criminalizzi la storia di buon governo della città di Sesto San Giovanni, più volte confermata dal voto dei sestesi, così com’è sbagliato criminalizzare la storia del mondo cooperativo e del Pci, del PDS e DS«. Ha poi definito la Lega «smemorata sull’operazione Serravalle, che è stata fatta nell’interesse pubblico e ha permesso che si desse il via ad opere infrastrutturali importanti come Tem e Pedemontana. La Lega lo sa bene perché sull’acquisizione delle azioni della Serravalle in Consiglio provinciale si astenne».
Molto critico sul Carroccio anche il vicesegretario regionale Alessandro Alfieri, secondo cui «la Lega alza la voce perché deve coprire i suoi comportamenti romani, dove dopo aver salvato dall’arresto col proprio voto l’onorevole Milanese contribuirà proprio mercoledì a salvare dalla sfiducia il discusso ministro Romano, su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa».




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