Crisi e manovra: Regione concentri gli sforzi su crescita, trasporti, welfare e comuni

Sviluppo, trasporti, welfare e comuni: sono queste le parole d’ordine del Partito democratico lombardo di fronte alla crisi che sta colpendo il Paese e la regione in particolare. Come intervenire? Dove tagliare? Quali servizi garantire e in che modo? Sono le domande che si sono posti oggi, lunedì 26 settembre, i partecipanti all’incontro organizzato dal Gruppo regionale del Pd, a palazzo Pirelli, a Milano, ospite Enrico Letta, vicesegretario nazionale del partito.
In platea le categorie economiche, le associazioni che le riuniscono, il no profit e i sindacati. Tutti orientati verso un unico obiettivo: riuscire a superare questa fase garantendo lavoro e servizi ai cittadini.
Il Gruppo regionale del Pd una serie di proposte le ha già presentate e verranno sottoposte domani al vaglio dell’Aula consiliare, durante la seduta straordinaria, chiesta dall’opposizione, che affronterà proprio i temi della crisi economica. Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, ha esordito chiaramente: «Regione Lombardia gioca il proprio futuro sulle questioni economiche e del lavoro dei propri cittadini e dunque deve essere al loro fianco. Ma per ora la manovra va a colpire in particolare il trasporto pubblico locale, la sanità, il welfare, i comuni e quindi le famiglie. Dobbiamo arrivare a una modifica sostanziale: i tagli vanno fatti alla fonte, al Governo nazionale, responsabile della situazione debitoria».

«Stiamo assistendo a un cambio d’epoca – ha precisato Stefano Tosi, consigliere regionale e responsabile dei temi economici per il Pd lombardo –. Abbiamo bisogno di strumenti chiari come il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per il 2012, ma anche di togliere le infrastrutture per l’Expo dal patto di stabilità e di mettere risorse sul sistema dei Confidi per far fronte alla nuova stretta creditizia che colpisce le aziende».
“Il nostro obiettivo è aprire il dibattito per ricalibrare gli strumenti di contrasto alla crisi e di sostegno alla crescita – gli ha fatto eco Maurizio Martina, segretario regionale del Pd –. L’economia lombarda è sostanzialmente in una fase di difficoltà e Regione Lombardia non può accontentarsi di accompagnare questo andamento”.

Un andamento che è diventato nazionale, secondo uEnrico Letta: «Deve essere chiaro che i 60 giorni appena passati hanno inciso più dei 60 mesi che abbiamo alle spalle. Abbiamo bisogno di avviare una ricostruzione del Paese con uno sforzo di unità per risollevare, come avvenne nel dopoguerra, l’Italia da quelle che oggi sono macerie economiche, politiche e morali. Abbiamo un premier che non vuole fare il premier, lo dice ma lo si vede anche. E un presidente di Regione che non vuole fare il presidente della Lombardia. Non possiamo avere in quei ruoli chiave due persone che pensano ad altro».
E senza mezzi termini Letta ha affrontato anche i temi dell’assetto istituzionale («Milano deve giocarsi una partita con la città metropolitana per poter competere con le sue pari, ad esempio Barcellona e Lione») e delle infrastrutture: «Occorre fare scelte, perché non paga la politica dei tanti ‘nì’ detti a tutti», ha aggiunto riferendosi in particolare ai 10 aeroporti nei 500 chilometri della pianura padana.
«Il Governo era costruito per un solo obiettivo: quello di tenere sotto controllo il deficit e per questo era congegnato con un solo Ministro, Tremonti. Tutti gli altri hanno finito per ricoprire un ruolo sostanzialmente da suoi vicesegretari – ha concluso il vicesegretario nazionale del Pd –. Noi vogliamo che un governo in cui il Ministro del Tesoro fa la sua parte, ma a pari livello ci siano un Ministro delle Infrastrutture e uno dello Sviluppo economico che pensino alla crescita del Paese».




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