Un fondo per la non-autosufficienza: la nostra proposta

La popolazione lombarda invecchia a un ritmo superiore rispetto alla media nazionale e le proiezioni indicano che attorno al 2020 gli anziani non autosufficienti saranno nella nostra regione oltre 500mila. Un dato importante, che fa dire al gruppo regionale del PD che occorre ripensare il sistema di welfare potenziando e regolamentando il fondo regionale per la cura delle persone in stato di non autosufficienza. A tal proposito i consiglieri democratici hanno depositato un progetto di legge che è già a disposizione della commissione sanità e assistenza e in attesa di essere discusso.
Una regolamentazione, sottolinea il PD, ancor più necessaria alla luce dei pesantissimi tagli che il Governo ha effettuato sui trasferimenti alle Regioni per le politiche sociali: con l’azzeramento del fondo nazionale per la non autosufficienza, che ancora per l’anno in corso ha portato in Lombardia 56,5 milioni di euro, e con la drastica riduzione del fondo nazionale per le politiche sociali (per la Lombardia da 53,8 milioni nel 2011 a 25,27 milioni nel 2012), la nostra Regione vede in un anno le risorse statali contrarsi del 77%.

Il testo del progetto di legge: 33764PDL 92 fondo_non_autosufficienti

«Questo sistema dei tagli lineari è iniquo e ingiusto – dichiara Carlo Borghetti, primo firmatario del progetto di legge del PD. “In momenti di crisi – continua il consigliere – è giusto aiutare di più chi fa più fatica. Per questo abbiamo scritto un testo di legge che rimette al centro il territorio, ovvero i comuni e le Asl, che hanno il polso della situazione di difficoltà. Un fondo regionale per la non autosufficienza è già previsto ma, ed è un aggravante, ad oggi non è mai stato finanziato né regolato. Il nostro progetto di legge mira a implementarlo, stabilendo a chi e in che modo distribuire le risorse».
Il progetto di legge del PD mira inoltre a «migliorare l’identificazione dei bisognosi – spiega ancora Borghetti – istituire un piano distrettuale per la non autosufficienza raccordato ad un piano regionale, istituire un osservatorio sul problema e valutare costantemente l’appropriatezza e l’efficacia delle misure di assistenza».
Il PD pensa anche a nuove tipologie di intervento, con l’incentivazione del welfare famigliare, disponendo l’erogazione di parte del fondo ai parenti che si fanno carico della cura del soggetto in condizioni di non autosufficienza o alla compartecipazione al pagamento delle rette delle strutture di accoglienza, ricovero e cura, come le case di riposo e le residenze sanitarie per disabili.
Formule diverse da quelle che si stanno affermando in Regione, dove, come spiega il consigliere Gian Antonio Girelli, “è in corso una involuzione, con quello che viene definito il «”welfare della responsabilità” che in realtà è un modo per scaricare sulla pelle di anziani e disabili e sulle spalle delle loro famiglie il peso della cura in una situazione di risorse pubbliche scarse. Un’impostazione inaccettabile – dichiara Girelli – a cui noi siamo culturalmente e politicamente contrari».
«Per le famiglie lombarde – conclude Mario Barboni – ci saranno grossissimi problemi nel prossimo anno, stanti i tagli del Governo, a retrocedere rispetto ai servizi minimali che oggi vengono loro garantiti. Con questo e con altri progetti di legge, come quello sulla revisione dell’Isee, vogliamo contribuire a soccorrere le famiglie che non riescono a fare fronte ai costi delle cure. Con il principio che chi più ha più comparteciperà alla spesa, mentre chi ha meno deve essere meglio sostenuto, pur , senza che si venga meno all’universalità del servizio».





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